Un aumento di almeno il 3% dei costi dell’assicurazione-malattia ü stato di nuovo pronosticato per l’anno prossimo. Questa evoluzione è intollerabile. Già oggi, le spese di cassa malati stanno soffocando il ceto medio. L’UDC invita il Consiglio federale a intraprendere finalmente delle misure efficaci contro questa crescita dei costi della salute. Il motto deve essere: più concorrenza, più responsabilità individuale, più verità sui costi concernenti gli assicurati stranieri, in particolare i richiedenti l’asilo. Per ciò che attiene a quest’ultimi, la Confederazione deve mettere in atto una soluzione separata, affinché questo onere non debba essere sopportato dagli assicurati che pagano i loro premi.

L’aumento dei costi dell’assicurazione-malattia obbligatoria sta diventando una delle maggiori preoccupazioni delle Svizzere e degli Svizzeri. Al momento della sua entrata in vigore, nel 1996, l’UDC aveva messo in guardia contro questa specie di self-service finanziato dal ceto medio. Già a quell’epoca, era evidente per l’UDC, che questa assicurazione-malattia (LAMal), costruita dall’ex-consigliera federale socialista Ruth Dreifuss e sostenuta dai partiti di centro e di sinistra, avrebbe provocato un’esplosione dei costi – e non il contrario, come si tentò di far credere disonestamente alle cittadine e ai cittadini.

I clandestini approfittano spudoratamente di questo self-service
Le vittime di questa situazione sono gli Svizzeri, che pagano dei premi e delle imposte e che ogni anno vedono aumentare i loro premi per finanziare il lussuoso self-service in cui s’è trasformato il nostro sistema sanitario, un self-service, precisiamo, di cui certi fornitori di prestazione approfittano altrettanto smisuratamente quanto le persone che non pagano o quasi i premi. Fra quest’ultimi, bisogna contare delle straniere e degli stranieri che soggiornano in Svizzera illegalmente o provvisoriamente per ragioni discutibili.

La Confederazione afferma di non possedere dati sui trattamenti medici accordati alle persone dell’asilo e sui costi globali dell’approvvigionamento medico di cui queste persone beneficiano. Ma questi oneri sono certamente enormi. Nel 2018, la Confederazione ha versato ai cantoni 82 milioni di franchi (116 milioni nel 2017) unicamente per premi d’assicurazione-malattia e partecipazione ai costi (franchigia e partecipazione) concernenti i soli richiedenti l’asilo di sua competenza.

Misure immediate contro l’aumento dei costi
L’UDC invita il Consiglio federale ad adottare immediatamente delle misure contro l’aumento eccessivo dei costi dell’assicurazione-malattia, al fine di alleggerire questo fardello gravante sul ceto medio. Bisogna, in particolare, rafforzare la concorrenza e la responsabilità individuale, ma anche separare i costi dei trattamenti medici accordati alle persone che si trovano temporaneamente o illegalmente in Svizzera. Per queste persone, come pure per i beneficiari dell’aiuto sociale, deve essere accettabile vedersi imporre il modello “managed care” e una restrizione della libertà di scelta, fintanto che è il potere pubblico a pagare i loro premi. Infine, bisogna, almeno a medio termine, rimettere seriamente in questione l’utilità della legge sull’assicurazione-malattia (LAMal), raffazzonata dall’ex-consigliera federale Ruth Dreifuss.

Pubblicità