Domani l’UDC di Bellinzona dovrà designare il suo nuovo Ufficio Presidenziale dopo le dimissioni obbligate del precedente. Tutto e’ già stato deciso a tavolino? Simone Orlandi diventerà presidente, mentre i suoi vice saranno Riccardo Valsangiacomo e Csaba Prinzes.

Il precedente Ufficio Presidenziale, guidato dal politico di lungo corso, Ivano De Luigi, – regista, tra le altre cose, dell’operazione che aveva visto il rientro di Brenno Martignoni sotto la bandiera UDC – era entrato in rotta di collisione con la Direttiva Cantonale ed, in particolare, con il suo presidente, Piero Marchesi.

De Luigi riteneva infatti che l’UDC dovesse “fare l’UDC” ed “essere sempre coerente con i propri valori e programmi” anche quando tale coerenza la portasse in contrasto con l’alleato naturale, la Lega dei Ticinesi. Marchesi invece – dicono i ben informati – non gradiva i distinguo della Sezione di Bellinzona, ritenendo che l’interesse cantonale ad una forte allenza con la Lega prevalesse sulle pur legittime considerazioni della politica locale.  

Prima di finire estromessi – un modo decisamente brutto di finire un’esperienza politica – l’intero Ufficio Presidenziale di Bellinzona si era dunque dimesso, in un raro gesto di solidarietà istituzionale e politica con il proprio presidente. La Direttiva Cantonale – nonostante le voci alzatesi da piu’ parti a sostegno di un compromesso – ha tuttavia proseguito per la propria strada, dapprima nominando una figura ad interim di indubbio spessore come Sergio Morisoli e, da ultimo, proponendo, come nuovo candidato presidente, Simone Orlandi.

Il rapporto tra Simone Orlandi e la Sezione UDCdi Bellinzona non e’ sempre stato dei migliori.

Sempre i ben informati ricordano due fatti significativi:

  • un deferimento alla commissione di disciplina dell’UDC per aver minacciato pubblicamente, durante una riunione dell’Ufficio Presidenziale di Bellinzona, di correre alle elezioni comunali con una propria lista concorrente di quella dell’UDC, se non avesse avuto un posto nella lista municipio.
  • Il tentativo di promuovere una raccolta firme per estromettere dal Consiglio Federale il Consigliere Federale Ignazio Cassis: quello stesso Consigliere Federale ticinese che il Ticino aveva invocato per anni ed alla cui elezione lo stesso UDC nazionale aveva contribuito in non minima parte.

Nonostante i fatti sopra esposti, Piero Marchesi ha ritenuto di sacrificare Ivano De Luigi ed il suo Ufficio Presidenziale e di promuovere Simone Orlandi, ritenendo che quest’ultimo meglio rientrasse in una logica alleanza cantonale con la Lega.

Simone Orlandi si troverà tuttavia a prendere le redini di una sezione in piena scissione – scissione che rischia di estendersi all’intero partito cantonale.

In molti non hanno infatti gradito lo stile gestionale della Direttiva Cantonale e la rinuncia alla difesa dei valori e dello spirito dell’UDC a fronte di un mero calcolo elettorale. C’è da scommetterci che i prossimi mesi riserveranno interessanti sorprese.