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Delegittimare le nostre origini, il chiaro piano della sinistra

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Negli scorsi giorni un gruppo di cittadini, politici ed ex politici, che si definiscono Liberi pensatori ma che anche ai più distratti non sarà sfuggito trattarsi di personaggi della sinistra, ha annunciato il lancio di un’iniziativa popolare per annullare i cenni religiosi dal quadro giuridico del nostro Cantone.
Il riconoscimento ufficiale delle religioni è di competenza dei Cantoni. Il Ticino riconosce nella sua Costituzione cantonale la chiesa cattolica apostolica romana e la chiesa evangelica riformata.
Non sono certamente tacciabile di essere un fanatico religioso, ma le nostre origini parlano chiaro e non possono e neppure devono essere rinnegate. Anzi, al contrario, siamo chiamati a rispettarle, a conservarle e valorizzarle.

Il preambolo della Costituzione federale prende avvio con “In nome di Dio Onnipotente” a testimonianza che, nel bene e nel male, la fede del Popolo svizzero ha contribuito a formare, modellare e adattare nei secoli il nostro bel Paese.

L’iniziativa lanciata dai “Liberi pensatori di sinistra” è certamente legittima, ma mette in evidenza, ancora una volta, il progetto politico di questi sovversivi. Annullare qualsiasi collegamento tra il Popolo e le sue origini, misconoscere il passato, relativizzare le radici per provocare il vuoto identitario. Il tutto per favorire culture e religioni che nulla hanno a che vedere con il nostro Paese.

Recentemente Christian Levrat, presidente del PS svizzero, senza alcuna vergogna, ha chiesto a gran voce il riconoscimento ufficiale della religione islamica.
In diverse occasioni, d’altronde, la sinistra si è distinta per pericolose proposte di smantellamento dei valori cristiani per valorizzarne altri. La rimozione dei crocifissi dai luoghi pubblici e la richiesta di abolizione di feste e tradizioni cristiane sono solo alcuni esempi della disastrosa azione politica della sinistra. Azione che ha sempre goduto della pusillanimità della maggioranza dei partiti di centro che fanno del politicamente corretto il loro mantra.

Un altro esempio molto più vicino alla nostra realtà si è verificato sabato 1 settembre a Caslano in occasione dell’inaugurazione della nuova scuola media. La cerimonia ufficiale si è svolta senza alcuna benedizione da parte di un autorità religiosa. Questo, a quanto pare, è stato deciso da chi ha organizzato l’evento, il Consiglio di Stato o più probabilmente il DECS. Una cerimonia laica a tutti gli effetti, nel pieno rispetto di questo progetto di annullamento dei legami con le nostre origini.

Non si tratta di essere integralisti o nostalgici del passato, si tratta di salvaguardare la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni. Adottando la strategia del “laissez faire” ci troveremo un giorno senza più riferimenti, non necessariamente religiosi, con meno valori e con un’inferiore capacità di apprezzare la nostra cultura e le nostre tradizioni.

Ho particolarmente apprezzato la tempestiva ed energica presa di posizione del collega Presidente del PPD, Fiorenzo Dadó, in risposta all’annuncio del lancio di questa iniziativa popolare. Spero vivamente che tutto il suo partito lo sostenga, anche se ho qualche dubbio sull’ala più progressista, che è oramai il 90% del PPD, dia ancora valore a questi principi.

Sono però convinto che il mio partito sia pronto a battagliare anche per questi temi perché fanno parte della nostra identità e perché sono convinto che non possiamo guardare al nostro futuro senza rispettare il nostro passato.

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino

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