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Negli ultimi mesi, l’epidemia del coronavirus ha portato a un cambiamento radicale nella nostra vita quotidiana, che ha subito grandi restrizioni.

Ora il governo sembra voler limitare ulteriormente il nostro diritto alla libertà e alla privacy permettendo l’introduzione di una speciale app per monitorare i nostri movimenti. Senza entrare nei tecnicismi, l’app sarà in grado tracciare la posizione dei nostri spostamenti, e di avvertirci tramite notifica qualora fossimo entrati in contatto con una persona che ha poi manifestato i sintomi del Covid-19. Il tutto funzionerebbe tramite tecnologia Bluetooth.

Tuttavia, il progetto solleva seri dubbi sull’uso e sulla protezione dei dati raccolti: infatti già negli scorsi giorni il famoso epidemiologo Marcel Salathé, uno dei sostenitori dell’app, aveva abbandonato il progetto, denunciandone a gran voce la mancanza di trasparenza, mentre molti esperti del settore si sono detti preoccupati circa l’ottenimento e la gestione di dati personali, che potrebbero venir impiegati per altri motivi oltre a quello di combattere il coronavirus o addirittura essere rivenduti a terzi.

Visto le numerose perplessità degli esperti, i Giovani UDC chiedono che il governo ticinese intervenga con una moratoria provvisoria della suddetta App, e che cominci un dialogo con il governo federale e il Politecnico di Zurigo per richiedere informazioni più dettagliate circa l’utilizzo dei dati e la protezione della privacy dei cittadini. I Giovani UDC richiedono anche che il Governo Ticinese non partecipi in nessun modo allo sviluppo e diffusione dell’app, né a livello finanziario, né organizzativo (ad esempio tramite pubblicità sui canali ufficiali del Cantone).

Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la tutela della salute e la protezione della nostra privacy. Un’applicazione che solleva più domande che risposte mette la nostra società in grande pericolo, dobbiamo evitare un secondo scandalo delle schedature.