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Il Consiglio federale deve vegliare a che tutti i commerci e la gastronomia possano riaprire di principio a partire dall’11 maggio. È quanto hanno chiesto i rappresentanti dell’UDC nella Commissione dell’economia del Consiglio nazionale riunita oggi. Ogni giorno di chiusura dei commerci costa centinaia di milioni di franchi all’economia svizzera, provoca fallimenti supplementari, aumenta la disoccupazione e la povertà. In questo senso, si comprende ancora meno la decisione della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale di distribuire ulteriori 100 milioni di franchi all’estero, a spese dei contribuenti svizzeri.

Le misure prese dal Consiglio federale per arginare la propagazione del nuovo coronavirus erano certamente importanti, ma sono disastrose per l’economia: più del 30% dei salariati svizzeri è in disoccupazione parziale e decine di migliaia di persone hanno già perso il loro impiego. Gli esperti prevedono un tasso di disoccupazione fino al 7%. Questa crisi spinge migliaia di persone alla rovina finanziaria. Di fronte a questa situazione, è incomprensibile che la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale pensi dapprima all’estero chiedendo di aumentare di 100 milioni di franchi l’aiuto internazionale, a carico dei contribuenti svizzeri. Di fronte all’indigenza che colpisce molti abitanti della Svizzera, sarebbe peraltro normale venire innanzitutto in loro soccorso.

Tutti devono poter riprendere il lavoro prendendo delle precauzioni igieniche

È urgente allentare le misure di restrizione che colpiscono l’economia svizzera. Poiché la curva del contagio sta scendendo e gli ospedali non sono intasati, il Consiglio federale deve intervenire rapidamente per evitare un’esplosione dei danni economici. I rappresentanti dell’UDC nella Commissione economica del Consiglio nazionale chiedono perciò la riapertura a partire dall’11 maggio delle strutture aperte al pubblico come i negozi e i mercati, i musei, le biblioteche, i cinema e i centri fitness, come pure delle zone escursionistiche raggiungibili per ferrovia e i campeggi. Detto questo, si continuerà a esigere il rispetto delle regole di distanza e d’igiene. Inoltre, bisogna di nuovo permettere alle piccole manifestazioni private e pubbliche e delle attività associative – anche qui, a condizione che siano applicate le misure di distanza e d’igiene.

Riaprire progressivamente la gastronomia a partire dall’11 maggio

L’UDC chiede inoltre che gli esercizi gastronomici possano riaprire i battenti a partire dall’11 maggio, sempre a condizione di rispettare le norme di distanza e d’igiene. Il settore ha presentato dei concetti in questo senso. L’UDC suggerisce di allentare le restrizioni in quattro tappe: riaprire dapprima i ristoranti, caffè, osterie, in seguito i bar e i pub poi, in una terza tappa, le discoteche e, infine, la sale da concerto e i festival streetfood. Se la gastronomia, uno dei principali settori economici della Svizzera, non può riprendere il lavoro prima di giugno, dal 30 al 40% delle aziende andrà in fallimento e fino a 75’000 posti di lavoro andranno persi, secondo l’associazione professionale Gastrosuisse.

Formulando queste proposte, l’UDC tiene anche conto della situazione particolare dei cantoni più colpiti dalla malattia Covid-19. Conformemente al principio del federalismo, essi devono avere la possibilità di emanare delle norme più severe. Inoltre, lo stato deve prendere delle misure per proteggere specialmente dal contagio i gruppi particolarmente minacciati della popolazione, ossia le persone anziane e quelle sofferenti di patologie pregresse.