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Prima noi, i contribuenti. Ora, giù le imposte al ceto medio e alle aziende!

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Pacchetto di sgravi fiscali di AreaLiberale e UDC

1) È adesso il momento giusto per lanciare dopo 15 anni un nuovo pacchetto equilibrato di sgravi fiscali per le PF e le PG. Tra le misure: giù le aliquote in modo scalare per il ceto medio alto dal 15% al 11% entro il 2026 e giù le imposte del 10% per il ceto medio basso; freno all’imposta sulla sostanza, freno dell’impatto del valore locativo per i piccoli proprietari e anziani; favorire le successioni aziendali; trattenere le società speciali con aliquota sull’utile al 5%; aumento della deducibilità fino al 50% per le donazioni a enti di pubblica utilità privati (liberalità), deduzioni sociali solo per figli in Svizzera, e altro ancora. Il gettito è cresciuto enormemente e la pressione fiscale rimasta invariata da oltre un decennio ha prodotto molte più entrate di quelle previste, e la pressione fiscale accentuata con le misure di “riequilibrio” del 2016 porta il gettito ad impennarsi e la politica fiscale fuori rotta. Ora, prima che sia troppo tardi, bisogna toglier un po’ di pressione in modo mirato e ragionato a chi da sempre paga.

2) Il presente pacchetto composto di 11 Iniziative parlamentari elaborate singole ha un volume di sgravi di circa 125 milioni a pieno regime nel 2026 (97 mio per le PF e 28 mio per le PG). Lo sgravio fiscale è distribuito progressivamente dal 2019 fino a raggiungere il massimo nel 2026. Questa scelta di entrata in vigore scalare e moderata sull’arco di 7 anni tiene conto: della sostenibilità finanziaria, delle manovre di correzione di spesa, dell’effetto leva positivo per il gettito (curva di Laffer) e di decisioni federali allo studio.

3) Non è solo la Riforma III dell’anno scorso, bocciata in Svizzera ma accettata in Ticino, a farcelo fare. Anche il voto della scorsa domenica ci indica chiaramente che è tempo ed ora di sgravare il ceto medio e le aziende ticinesi. Le casse dello Stato sono strapiene, contrariamente a ciò che affermano con la solita cantilena delle casse vuote i socialisti e gli statalisti distribuiti in tutti i partiti. Questi vogliono solo più soldi per spendere di più.

4) La politica fiscale cantonale, come purtroppo da oltre 10 anni è stato fatto, non può dipendere ed essere solo reazionaria alla politica fiscale della Confederazione, o peggio ancora sparire dall’agenda politica dei Governi che si sono succeduti dal 2007.

5) Il federalismo è forte solo se le fiscalità cantonali possono sfruttare tutto il loro margine di libertà tecnica e la loro sovranità decisionale nei confronti della realtà e delle peculiarità locali. Questo pacchetto ci rimette in corsa per raggiungere i migliori.

6) Non abbiamo atteso il voto di domenica sul discutibilissimo pacchetto socio-fiscale per sviluppare un “Piano B”. Da tempo ci stiamo lavorando ed era uno degli obiettivi finanziari di Legislatura; per questo a soli 5 giorni dal voto siamo già pronti a cogliere perfettamente il messaggio delle urne e trasformarlo in decreti legislativi concreti.

7) Il pacchetto nel complesso è una risposta: concreta, necessaria, tempestiva e indispensabile che occorreva attuare anche prima di oggi. Quindi basta perdere tempo.

8) La forma del pacchetto suddiviso in 11 Iniziativa Elaborate (IE) con gli 11 singoli Decreti legislativi, l’abbiamo scelta per accelerare i tempi decisionali e per dimostrare l’alta professionalità fino nei dettagli tecnici e giuridici che stanno dietro alla proposta. Alcuni Decreti sono la concretizzazione degli emendamenti da noi proposti e poi bocciati dal GC in occasione del voto sul pacchetto socio- fiscale, ma sottoscritti trasversalmente da numerosi colleghe e colleghi di altri partiti.

9) In poche parole, se la politica, i partiti e le organizzazioni economiche vogliono davvero e seriamente fare, (secondo noi indispensabili e necessari), sgravi fiscali come si è letto e sentito per tutta la campagna per il voto di domenica scorsa; e se vogliono mantenere la parola data in più occasioni in Gran Consiglio; non hanno più scuse o alibi artificiali, se vogliono possono e devono decidere in fretta di attuare le proposte equilibrate, efficaci e ed efficienti di questo pacchetto confezionato “pronto all’uso”.

10) Da ultimo il risanamento delle finanze dello stato che a noi sta molto a cuore, può essere raggiunto con un sano e ragionevole principio di parsimonia: dare meno soldi allo Stato per costringerlo a spenderli meglio.

Sergio Morisoli e Piero Marchesi per AreaLiberale e UDC Lugano 04.05.2018

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