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Quella lettera che non piace a Marchesi: “AITI e Camera di Commercio, vergogna! PLR e PPD, rispondete…”

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Il Cdt di oggi rivela che la Camera di commercio ticinese e AITI hanno scritto a tutti i Parlamentari del PLR e del PPD per richiamarli all’ordine sull’applicazione di Prima i Nostri,  che a ottobre verrà presumibilmente trattata dal Gran consiglio.

Il loro auspicio – che è una richiesta molto chiara –  è che vengano da loro bocciati tutti gli atti parlamentari compresa la legge d’applicazione. Per Albertoni e Modenini, i direttori della Camera di commercio e di AITI, ciò che ha deciso il popolo evidentemente poca conta, a loro importa che le aziende possano andare avanti ad operare senza regole in un mercato del lavoro che è vieppiù difficoltoso per i ticinesi.

D’altro canto Modenini ieri sera al Quotidiano della RSI, nel faccia a faccia sull’iniziativa Salviamo il lavoro in Ticino che propone i salari minimi, ha bellamente affermato che per un lavoratore è meglio percepire il sussidio di cassa malati piuttosto che un aumento di stipendio. Ritiene che deve essere lo Stato a compensare quanto le aziende non vogliono versare al proprio dipendente? Complimenti per la visione liberale!

Nella lettera inviata ai Parlamentari PLR e PPD, le due associazioni affermano che Prima i nostri non sarebbe applicabile, che è illegale. Le stesse cose che le associazioni economiche, ben assecondate dai loro rispettivi partiti, dicevano in occasione dell’applicazione del 9 febbraio a Berna. Nulla è mai applicabile, soprattutto quelle misure che metterebbero qualche regola nel mercato del lavoro a beneficio dei lavoratori residenti. Evidentemente, anche in questo caso, auspicano il pieno sabotaggio della volontà popolare.

AITI e Camera di commercio rimproverano spesso l’UDC di considerare tutti gli imprenditori speculatori. Un’assurdità incredibile. Abbiamo sempre difeso gli imprenditori seri e onesti, ma abbiamo anche spesso attaccato quelli che invece speculano sulla pelle del popolo ticinese.

Le richieste formulate a PLR e PPD non fanno altro che mettere loro dalla parte di chi non vuole regole nel mercato del lavoro e che afferma di voler combattere la speculazione, ma poi alla prova dei fatti preferisce che nulla cambi.

Prima i nostri è stata votata dal popolo e se per Albertoni e Modenini questo ha ancora un valore, avrebbero dovuto astenersi dal formulare queste vergognose richieste.

Spero vivamente che l’appello di AITI e Camera di commercio trovi la risposta chiara da PLR e PPD “Noi rispondiamo solamente al popolo!”

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino

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