SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

Le proteste contro il razzismo dopo la morte di George Floyd, afroamericano ucciso da un poliziotto, sono ben presto dilagate in tutto il mondo, toccando anche la Svizzera. E si sono estese in altri ambiti, basti pensare al tanto dibattuto caso Moretti.

Ma mentre il Ticino discuteva sul dolce, nel resto del mondo si distruggevano statue e si mettevano in discussione pezzi di storia. Uno di questi è senza dubbio Indro Montantelli, storico giornalista che ha fatto la storia della parola scritta in Italia, finito sotto accusa perché acquistò una moglie appena 12enne in Abissinia.

A picchiar duro ci ha pensato, in Ticino, Tuto Rossi. “Imbrattare le statue è sicuramente un gesto di inciviltà, ma ricordare ai giornalisti Ticinesi e Italiani (dove è considerato un Padre della patria da Marco Travaglio a Marcello Foa a Beppe Severgnini) che Indro Montanelli era un pedofilo (oltre che un giornalista fascista tesserato per 20 anni) è salutare”, ha scritto.

Non condannare un gesto come imbrattare una statua che va contro il senso civico e del rispetto non è certamente il massimo per un esponente politico che vuole rappresentare l’UDC di Bellinzona, partito che recentemente ha visto le dimissioni in corpore dell’ufficio presidenziale dopo duraturi problemi con la direzione cantonale.

Con le sue parole Tuto Rossi denigra Montanelli, una persona morta che non può difendersi, anche se in vita aveva già detto molte volte la sua sulla vicenda della giovanissima moglie. Citare la pedofilia tocca migliaia di persone che sono state vittime di un crimine orribile in tutto il mondo e a volte lottano per anni per avere giustizia, riaprendo le loro ferite. Per poi vederne anche le ragioni a carte scoperte il gusto espressivo non denota una dialettica corretta se non a senso unico, senza poter ottenere una risposta, se non da se stesso.

Un’uscita senza dubbio non felice del democentrista bellinzonese che come possiamo ben notare le sue affermazioni citano un personaggio ormai non più in vita, imprecandone su di esso senza senso di morale, non etico, forse poi se visto dal piano comunicativo di un politico ancor meno consono. Ecco forse perché davanti personaggi dal “carattere accentuato” ci sia chi ha preso per tempo utile le dovute distanze nella sezione di Bellinzona così decretandone la rottura.