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L’UDC si rallegra del fatto che gli elettori hanno rifiutato la politica ideologica della sinistra rappresentata dalla legge sul CO2 e le iniziative agricole estreme. Questo risultato rappresenta un’inversione a U nella politica energetica e ambientale, lontano dalle chimere della gauche caviar e verso soluzioni ragionevoli, efficienti ed economiche. Il chiaro “SÌ” alla legge antiterrorismo è anche gratificante. Questo è un passo importante verso una maggiore sicurezza per la popolazione svizzera.

Gli elettori hanno intravisto la vera intenzione della gauche caviar. Fin dall’inizio, la Legge sul CO2 non riguardava il clima, ma soprattutto la ridistribuzione socialista e le imposizioni e i divieti contro la popolazione. Un sì a questa scellerata legge avrebbe comportato un enorme onere finanziario aggiuntivo per la popolazione e un immenso aumento della burocrazia, senza alcun effetto concreto sul clima. Il voto di oggi è quindi una vittoria del buon senso sulla politica profittatrice di sinistra e un’opportunità per la Svizzera di perseguire finalmente una politica energetica efficiente ed economica.

Il No alla Legge sul CO2 della sinistra dimostra anche che gli anni di lotta dell’UDC per una politica energetica sensata hanno dato finalmente i loro frutti. Questo risultato rende finalmente possibile un’inversione a U, via dalla costosa politica ideologica dei rossi-verdi, verso soluzioni più efficienti ed economici. Nel fare ciò, la Svizzera dovrà farsi guidare dai principi di successo di una politica liberale senza imposizioni, divieti e sempre più tasse e imposte. Nella politica energetica e climatica, l’UDC dà la massima priorità a un approvvigionamento energetico sicuro. Come dimostra la situazione internazionale, la Svizzera non potrà semplicemente fare affidamento sulle importazioni di energia dall’estero. È necessario promuovere le nuove tecnologie e l’innovazione offrendo condizioni quadro ottimali. Le PMI svizzere stanno già facendo enormi investimenti in questo senso, anche senza una nuova legge sul CO2. Questo deve finalmente essere appropriatamente preso in considerazione nelle future discussioni politiche. “Nelle future discussioni e i relativi regolamenti sulla politica energetica, anche l’aumento della popolazione dovrà essere preso in considerazione”, afferma Marco Chiesa, presidente del partito. Con un’immigrazione moderata la Svizzera raggiungerebbe i suoi obiettivi climatici con il quadro legislativo attuale entro il 2030.

Doppia vittoria per l’agricoltura svizzera
Nonostante i titoli fuorvianti, l’UDC è lieta che gli elettori abbiano chiaramente detto NO alle iniziative agricole estreme. Questo “No” è un “Sì” all’agricoltura svizzera. Ciò significa che l’approvvigionamento della popolazione con prodotti alimentari nazionali e regionali di altissima qualità continuerà a essere garantito.

Strumento efficace contro il terrorismo
Il SÌ alla legge federale sulle misure di polizia per combattere il terrorismo dà alle autorità i mezzi necessari per impedire agli estremisti islamici di compiere atti di violenza e terrorismo. Tuttavia, questo non è sufficiente. Per arrivare alla radice del problema relativo all’integralismo islamico, è necessaria una politica d’asilo e d’immigrazione coerente, oltre ad altre misure come una legge ad hoc sull’Islam.

Questo Sì è principalmente diretto agli aiuti economici
Il Consiglio federale non deve mal interpretare il Sì alla legge Covid come un assegno in bianco per la sua sproporzionata, caotica e contraddittoria politica relativa alla pandemia da Covid-19. Il risultato testimonia la volontà dell’elettorato che lo stato deve pagare per i danni economici causati dalle misure eccessive. Il Consiglio federale deve ora revocare immediatamente tutte le restrizioni e liberare finalmente i cittadini. L’UDC esige che si ritorni alla normalità ORA!