Il gruppo parlamentare UDC s’è riunito a Délémont (JU) per preparare la sessione autunnale delle Camere federali. Il canton Giura è particolarmente colpito dall’aumento della disoccupazione. Inoltre, la libera circolazione delle persone rafforza la pressione sul mercato del lavoro: la libera disponibilità di migliaia di frontalieri a buon mercato provoca la riduzione dei salari ed estromette in particolare i salariati anziani dal mercato del lavoro.

Il canton Giura, che soffre già comunque di una debolezza strutturale, è particolarmente colpito dalla crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19. Il gruppo UDC se n’è reso conto attraverso i suoi contatti con la popolazione locale dopo la sua seduta a Délémont. Molte persone hanno perso il lavoro durante gli scorsi mesi. Nel mese di luglio, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5%, ossia l’1,8% in più del luglio 2019.

La situazione si sta aggravando per il fatto che migliaia di frontalieri a buon mercato si accalcano sul locale mercato del lavoro grazie alla libera circolazione delle persone. Durante gli scorsi cinque anni, il numero di frontalieri provenienti dall’UE è aumentato di circa il 19%, raggiungendo le 8’639 persone (livello a giugno 2020). A causa dell’aumento della disoccupazione in Francia, bisogna attendersi che l’afflusso di frontalieri e di migranti dall’UE disposti ad accettare dei salari bassi, aumenti ancora. Come le altre regioni svizzere di confine, il canton Giura soffre del dumping salariale e dell’estromissione dei salariati anziani dal mercato del lavoro.

Il gruppo UDC respinge un aumento delle spese di diversi miliardi nell’attuale periodo di crisi

Il Consiglio federale e gli altri partiti intendono portare le spese per la formazione, la ricerca e l’innovazione (FRI) a più di 28 miliardi di franchi per il periodo 2021-2024, ossia 2,2 miliardi in più che negli anni 2017-2020. Nel contempo, i mezzi finanziari destinati all’incentivazione della cultura dovrebbero aumentare di 22,4 milioni di franchi fra il 2021 e il 2024, raggiungendo il miliardo di franchi a spese dei contribuenti. È davvero irresponsabile aumentare così massicciamente le spese pubbliche in un periodo di crisi. Il gruppo UDC ha pertanto deciso di opporsi, durante la sessione parlamentare autunnale, tanto al messaggio del Consiglio federale sull’incentivazione della formazione, della ricerca e dell’innovazione, quanto a quello destinato alla promozione culturale.

La crisi economica provocata dalla pandemia di Covid-19 costa al nostro paese decine di miliardi di franchi dei contribuenti. Oltre a ciò, la recessione che ne deriva ridurrà le entrate fiscali dello Stato. Il deficit federale ammonterà senza dubbio a circa 20 miliardi di franchi a fine 2020. Ma non è tutto: bisogna attendersi che questo Parlamento, dopo il suo slittamento a sinistra alle elezioni federali del 2019, spenda a piene mani il denaro pubblico. In un contesto finanziario ed economico tanto difficile, l’UDC ritiene irresponsabile un ulteriore aumento delle spese. Inoltre, un aumento dei contributi non significa per forza di cose un miglioramento della qualità di vita.