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La popolazione svizzera continua a crescere fortemente nonostante la crisi sanitaria, i tassi di mortalità più elevati e il calo delle nascite. La ragione è ancora una volta l’immigrazione incontrollata di stranieri dall’UE e di migranti economici in Svizzera. Coloro che non sono integrati o che non sono disposti a lavorare si trovano sicuramente a loro agio al beneficio del nostro lussuoso sistema sociale in questo momento delicato, mentre molti lavoratori indigeni temono per il proprio impiego. Ciò dimostra che un controllo autonomo dell’immigrazione è più urgente che mai.

Il rapporto dell’Ufficio federale di statistica è scioccante: La popolazione residente permanentemente in Svizzera è cresciuta dello 0,7%, raggiungendo le 8,7 milioni di unità, alla fine del 2020 rispetto all’anno precedente. Questo significa che in Svizzera vivevano 61’100 persone in più alla fine di dicembre rispetto a un anno prima, tanto quanto la Città di Lucerna. Tutto ciò nonostante la pandemia, nonostante l’aumento dei morti a 76.000 (+12,1% sul 2019) e nonostante il calo delle nascite!

137’400 immigrati si sono riversati in Svizzera nell’anno pandemico 2020

La ragione è l’immigrazione di massa ancora incontrollata dovuta alla libera circolazione delle persone. L’anno scorso, 137’400 persone sono immigrate in Svizzera nonostante le restrizioni di viaggio, la crisi economica e i confinamenti. Il massiccio afflusso di immigrati continua nonostante il fatto che ci siano meno posti di lavoro, il settore della ristorazione sia chiuso e il settore del commercio al dettaglio abbia dovuto abbassare le serrande per mesi.

Situazione più difficile nel mercato del lavoro

Di conseguenza, la situazione sul mercato del lavoro svizzero continua a peggiorare. Attualmente, 300.000 persone sono al beneficio delle indennità di lavoro ridotto. Il numero dei disoccupati è in costante aumento e molti lavoratori hanno perso il loro impiego nella crisi. I giovani hanno difficoltà a trovare un posto di tirocinio. Tutto questo però non preoccupa minimamente gli immigrati stranieri. La Svizzera continua a essere una calamita anche nella crisi, grazie al sistema sociale ben sviluppato.

La crisi pandemica dimostra una volta di più che se sei qui, ci rimani anche nei momenti difficili e ti accomodi a carico del nostro generoso sistema sociale. Questo perché un cittadino straniero dall’UE che non è disposto a lavorare solitamente  riceve più soldi in Svizzera dall’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) o dall’assistenza sociale di quanto possa guadagnare lavorando nel suo paese d’origine. In tempi economicamente difficili, non c’è quindi motivo di allontanarsi. Con il 14,9%, nel 2020 l’emigrazione degli stranieri è infatti diminuita fortemente.

Gli stranieri tolgono i letti d’ospedale ai cittadini svizzeri

Come se tutto ciò non bastasse, gli stranieri stanno anche togliendo letti d’ospedale agli svizzeri. Un numero superiore alla media di migranti occupa le unità di cura intensiva, riferiscono i media svizzeri. “Il 70% dei migranti nei letti d’ospedale”, titolava un articolo del “Tages-Anzeiger”.

Sì a una gestione autonoma dell’immigrazione, no alla politica lassista degli altri partiti

La massiccia immigrazione nel bel mezzo dell’attuale crisi sanitaria lo dimostra: la libera circolazione delle persone e la nostra inefficace politica d’asilo vanno a scapito della Svizzera. Più che mai, abbiamo bisogno di un controllo indipendente dell’immigrazione e di una riforma del diritto d’asilo (ridefinizione dello status di rifugiato, creazione di “aree di transito” alla frontiera). Altrimenti la situazione continuerà a peggiorare, sia per i cittadini svizzeri ma anche per i cittadini stranieri che risiedono qui già da tempo.

L’UDC continuerà ad opporsi con veemenza alle irresponsabili politiche lassiste degli altri partiti e a sostenere un controllo sovrano e indipendente dell’immigrazione per il bene del nostro paese e della sua popolazione.