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Rapida apertura delle frontiere, ripristino della libera circolazione delle persone e distribuzione all’estero di centinaia di milioni di franchi dei contribuenti: le rivendicazioni degli altri partiti sono davvero irresponsabili. L’UDC s’oppone a questa grave messa in pericolo degli abitanti della Svizzera ed esige che il denaro dei contribuenti vada a beneficio delle Svizzere e degli Svizzeri danneggiati dalla crisi del coronavirus.

Il Gruppo UDC è allibito dall’atteggiamento del Parlamento federale: da una parte, la sinistra è riluttante a rilanciare l’economia e vorrebbe mantenere l’isolamento con il pretesto che bisogna evitare una seconda ondata di contagi; dall’altra, i partiti esigono, durante questa sessione straordinaria, la rapida apertura delle frontiere e il ripristino della libera circolazione delle persone, ossia vogliono permettere a delle decine di migliaia di persone – fra cui, evidentemente, dei portatori di coronavirus – di entrare tutti i giorni in Svizzera senza alcun controllo. Il virus potrà così propagarsi facilmente in tutto il paese. Secondo l’UDC, si tratta di una grave e irresponsabile messa in pericolo della salute degli abitanti della Svizzera.

Inoltre, tenuto conto del forte aumento del numero di disoccupati, bisogna che le aziende assumano prioritariamente degli Svizzeri senza lavoro, invece di continuare a far venire in massa della manodopera a buon mercato dall’UE. Il gruppo s’oppone perciò con vigore alla mozione della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-CN).

Il denaro dei contribuenti deve rimanere in Svizzera

Il gruppo UDC respinge anche con determinazione la proposta della CPE-CN di aumentare di 100 milioni di franchi l’aiuto umanitario per il 2020. Questo rifiuto è tanto più giustificato in quanto il consigliere federale Ignazio Cassis, ministro degli affari esteri, ha annunciato che il suo dipartimento intende sostenere dei progetti internazionali con un importo di 400 milioni di franchi. È vergognoso che la Confederazione distribuisca regali per centinaia di milioni di franchi all’estero, mentre che la Svizzera è duramente colpita da una crisi sanitaria ed economica che spinge decine di migliaia di persone in situazioni di difficoltà, quando non addirittura alla rovina finanziaria. Significa anche dimenticare che, un anno dopo l’altro, decine di migliaia di migranti economici dal mondo intero s’installano confortevolmente nel sistema sociale svizzero. Ciò deve finire! Il denaro dei contribuenti deve andare a beneficio di coloro cui appartiene: le Svizzere e gli Svizzeri!

Infine, il Consiglio nazionale si perde in gesti simbolici, lanciando una pretenziosa dichiarazione invitante la comunità delle nazioni e tutte le parti nei conflitti a partecipare immediatamente alla preparazione di un armistizio, al fine di combattere assieme e solidalmente la pandemia di coronavirus e le sue conseguenze. L’UDC non sostiene questo attivismo irrealistico e preferisce concentrarsi sugli sforzi miranti ad aiutare gli abitanti e le imprese a uscire dalla crisi.