Il Consiglio federale e il Parlamento avevano promesso alle cittadine e ai cittadini che l’accordo di Dublino avrebbe ridotto il numero di richiedenti l’asilo affluenti in Svizzera. Dopo il suo netto scivolamento a sinistra con le elezioni del 2019 – influenzate dal dibattito climatico – il Parlamento federale ha deciso di sostenere una revisione dell’accordo di Dublino, a favore di una ripartizione dei richiedenti l’asilo fra i paesi europei. L’UDC vi si oppone categoricamente. Inoltre, essa chiede, tramite una mozione, che la Svizzera rinunci ad accogliere dei richiedenti l’asilo provenienti da campi incendiati. È fuori questione che si ceda a dei migranti aggressivi che vogliono forzare il passaggio verso i paesi europei che più gradiscono.

Il Parlamento, scivolato sensibilmente a sinistra dopo le cosiddette elezioni climatiche del 2019 non si accontenta più di scialacquare miliardi di franchi dei contribuenti, ma vuole anche accogliere, senza chiedere l’opinione del popolo, delle decine di migliaia di migranti economici arrivati in Grecia e in altri paesi membri dell’UE. Tanto il Consiglio nazionale quanto il Consiglio degli Stati hanno infatti approvato una mozione delle commissioni delle istituzioni politiche che forza il Consiglio federale a impegnarsi per una riforma dell’accordo di Dublino, al fine di ottenere una ripartizione dei richiedenti l’asilo fra i paesi europei.

Questo atteggiamento è un affronto ai cittadini e contribuenti svizzeri ai quali questo stesso Parlamento aveva promesso, prima della votazione del 2005 sull’accordo di Dublino, che questo trattato avrebbe ridotto il numero dei richiedenti l’asilo affluenti in Svizzera, quindi anche il costo dell’asilo. Tale non è il caso oggi, a causa del malfunzionamento di questo accordo. Ma ciò non impedisce ai deputati di sinistra di tutti i partiti, di sostenere l’importazione diretta di decine di migliaia di richiedenti l’asilo che graveranno ancora di più sulle nostre istituzioni sociali, peraltro già pesantemente sfruttate. Le statistiche confermano che la gran parte di questi migranti entrati in Svizzera per tramite dell’asilo vive da decenni, quando non tutta la loro vita, a spese dei contribuenti svizzeri.

La sinistra e gli ecologisti minano la solidarietà della nostra popolazione

Questa importazione diretta di richiedenti l’asilo, che sono per la stragrande maggioranza dei migranti economici, è davvero irresponsabile nella crisi attuale, mentre i tassi di disoccupazione aumentano e centinaia di migliaia di salariati svizzeri sono a lavoro ridotto. Questo bisogno quasi maniacale della sinistra e degli ecologisti di accogliere tutti i migranti del mondo, mina la solidarietà della popolazione svizzera. Secondo l’UDC, la Svizzera deve tutt’al più limitarsi a offrire un aiuto sul posto nell’ambito dei mezzi finanziari previsti per l’aiuto umanitario, tanto più che questi richiedenti l’asilo si trovano in Grecia, dunque in un paese sicuro. Bisogna anche ricordare, a questo proposito, che l’UE ha già versato dei miliardi di euro alla Grecia, per far fronte al massiccio afflusso di richiedenti l’asilo.

L’UDC ha inoltre depositato una mozione volta a proibire l’accoglienza di persone provenienti da campi incendiati. Secondo i resoconti dei media, l’incendio del campo di Moria è stato probabilmente appiccato volontariamente da migranti che hanno così cercato di forzare il loro trasferimento sul continente. Se questo progetto dovesse riuscire, c’è da scommettere che altri campi saranno presto in fiamme. Non è tollerabile cedere a dei gruppi aggressivi che cercano di ottenere con la violenza un biglietto d’entrata in Europa. La Grecia ha d’altronde manifestato delle riserve analoghe e non vuole una ridistribuzione dei migranti in Europa. Questo atteggiamento deve essere rispettato.