Terremoto! Che la situazione tra la sezione UDC di Bellinzona e la direzione cantonale, oltre che con la Lega, non fosse idilliaca, anzi, lo si percepiva da tempo. Ora il bubbone è scoppiato e l’intero consiglio direttivo (il presidente Ivano De Luigi, i due vicepresidenti Arturo Burini,ed Alessandro Torriani e il tesoriere Antonio Micheli) si è dimesso.

De Luigi ci ha concesso una breve intervista per chiarire la situazione a titolo personale.

“Smentisco l’immobilismo della sezione, non è vero che non è stato fatto niente, ci siamo dati da fare per le  elezioni, dapprima cantonali, poi federali ed eravamo pronti per le comunali”, spiega, affermando di aver trovato una sezione da ricostruire. “Era difficile fare risultati strabilianti, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, con i pochi mezzi e le persone a disposizione e con ostacoli di vario genere”. Precisa che in occasione delle comunali oramai poi posticipate, l’UDC aveva diversi candidati validi per il CC, 28 per la precisione: “avremmo potuto fare una lista da soli per il Municipio con candidati validi e conosciuti a livello non solo comunale. Inoltre abbiamo fatto azioni sistematiche per dare visibilità, leggi Mercato del Sabato mattina, cartelloni stradali campagne di sensibilizzazione dirette ai simpatizzanti oltre ad altro oltre ad essere presenti sui social ed in rete con una homepage dedicata alla sezione”.

Non solo: “siamo stati attenti e vigili sulle tematiche relative alla gestione comunale con approcci puntuali oggettivi e critici se opportuno. All’interno della Sezione, in particolare dell?Ufficio presidenziale, gli incontri erano sistematici e la condivisione e trasparenza fondamentale quale base per portare avanti la nostra azione. Come la democrazia insegna quale valore fondamentale della nostra società, le decisioni prese nei vari gremii sezionali vanno accettate e condivise, ciò che purtroppo è apparso invece lacunoso”, spiega.

La sua non è un’accusa verso nessuno, è un dare la giusta informazione, d’altronde risultati elettorali visti nell’ottica delle elezioni precedenti confermavano un ascesa.“Si depone lo scettro”, prosegue De Luigi. Che non ha nessuna intenzione di tornare indietro, “è stato bello, ma non particolarmente divertente, personalmnete privilegio valori quale etica e correttezza nel rispetto reciproco politico ed in particolare nei confronti degli elettori, etica che signifca avere un’azione politica adeguata signorile senza cadute di stile ed accuse se non circostanziate, e con obbiettivi propositivi. Mi distanzio da un modo di fare opposizione aggressivo poco costruttivo che definisco pittoresco e forse grottesco”.

Ma non lascia la politica. “Sono a disposizione per una nuova avventura, un nuovo scenario, una nuova realtà. Come ufficio presidenziale eravamo uniti prima e lo siamo ancor maggiormente ora“. La maglia cambierà, non vedo alternative. Stiamo valutando in comune. Ci sono anche scenari cantonali percorribili, “non siamo soli ed abbiamo persone a noi vicine a sostegno di un futuro politico magari anche a livello cantonale”. Specifica che con la Lega non ci sono stati problemi di per sé ideologici oppure personali. “La gestione non ha funzionato semplicemente, tutto qui. Sia per le posizioni nelle commissioni sia nella trasparenza dell’informazione, spesso univoca. Ma non voglio di certo sollevare polemiche sterili e fini a sé stesse, rispetto le idee ed il modo di procedere altrui anche se mi permetto di non sempre condividerlo”..