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Quella di oggi è una domenica di voto che ha dato esiti incoraggianti per la difesa dei valori liberali radicali in Svizzera. L’approvazione della modifica del codice penale che punisce la discriminazione e l’incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale è un concreto passo avanti verso una società più tollerante ed aperta. Allo stesso modo, l’esito del voto sull’iniziativa “più abitazioni a prezzi accessibili” ha scongiurato l’introduzione nel nostro Paese di misure fortemente illiberali in ambito immobiliare.

Per una società più tollerante

Le ragazze e i ragazzi che amano qualcuno del loro stesso genere spesso vengono insultati, bullizzati, emarginati e devono subire sofferenze e ingiustizie che meritano attenzione. In questo senso è fondamentale, oltre a una sensibilizzazione in materia, che si dia un chiaro indirizzo anche a livello di codice penale non tollerando gli eccessi e pretendendo maggior rispetto. Il chiaro SI alle urne di oggi è certamente un passo avanti verso una società basata su maggiore tolleranza, principio basilare per i liberali radicali.

Scampato pericolo con “più abitazioni a prezzi accessibili”

Una ricetta profondamente sbagliata per un problema certamente sentito in taluni agglomerati. Imponendo quote fisse di alloggi di pubblica utilità, prevedendo strumenti per spingere i cantoni e i comuni a diventare essi stessi promotori immobiliari e vietando di fatto aumenti di affitti nel caso di risanamenti energetici, l’iniziativa “più abitazioni a prezzi accessibili” avrebbe generato costi enormi per gli enti pubblici e benefici per una cerchia molto ristretta di persone. Si proponeva una soluzione profondamente illiberale e il voto odierno conferma la contrarietà svizzera a soluzioni eccessivamente stataliste.

I temi cantonali in votazione

Nei due temi cantonali in votazione si registra il rifiuto dell’iniziativa popolare “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”, oggetto che ha acceso maggiormente gli animi suscitando le emozioni più marcate. Mentre l’approvazione del principio della sussidiarietà ha forse provocato minor coinvolgimento trattandosi di un principio piuttosto astratto.

Per il PLRT il testo di legge proposto dall’iniziativa sulla legittima difesa sarebbe stato molto problematico in relazione al principio della parità di trattamento, inefficace e, in definitiva, inutile. Anzi, avrebbe rischiato di aprire scenari poco auspicabili per quanto concerne l’abuso del concetto stesso di legittima difesa, introducendo una pericolosa tendenza alla “giustizia fai da te”. Bene dunque che il popolo abbia seguito le indicazioni delle Istituzioni.

Per quanto concerne invece la proposta di introdurre il principio della sussidiarietà nella Costituzione cantonale il PLRT riteneva fondamentalmente inutile questa proposta visto che il principio della sussidiarietà, in particolare verticale, è già iscritto nella costituzione federale. Mentre per quanto attiene la sussidiarietà orizzontale, in Ticino esiste un buon equilibrio tra prestazioni erogate dall’ente pubblico e quelle assicurate da entità private; vale in particolare nell’offerta di prestazioni sanitarie e sociali. Per il PLRT l’odierna decisione popolare va certamente rispettata e si tratterà di rimanere vigili se dovesse prevalere un’interpretazione eccessivamente ideologica e filologica. Si tratterà di evitare eccessi problematici nel rispetto dell’equilibrato sistema istituzionale svizzero.

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