Azione dimostrativa dei Verdi del Ticino per sensibilizzare il parlamento cantonale dell’urgenza di introdurre un salario minimo dignitoso.

Oggi tutti i parlamentari hanno avuto diritto alla propria pagnotta. Davanti a Palazzo delle Orsoline, I Verdi del Ticino hanno distribuito gratuitamente pagnotte, affinché tutti i membri del Gran Consiglio avessero di che sfamarsi durante la seduta pomeridiana. Simbolo storico della lotta dei lavoratori, la pagnotta è ormai ridotta a una ben piccola michetta, metafora della difficile affermazione del diritto a un salario minimo dignitoso.

Da troppo tempo aspettiamo una legge che applichi in maniera adeguata l’articolo costituzionale votato dai cittadini nel 2015, secondo cui: “ogni persona ha il diritto ad un salario minimo che le assicuri un tenore di vita dignitoso”. Salario che deve permettere a chi lavora al 100% di arrivare a fine mese senza dovere ricorrere agli aiuti sociali, aiuti che attualmente rappresentano un sovvenzionamento occulto alle aziende che praticano dumping salariale. Il salario corretto, calcolato sulla base dei parametri delle prestazioni complementari, vidimati dal tribunale federale nell’ambito della sentenza sul ricorso del padronato di Neuchâtel, è di 21.50 franchi orari, ovvero 3’866 franchi lordi mensili. Non è un lusso, è il minimo.

Con l’azione dimostrativa, I Verdi del Ticino vogliono sensibilizzare il parlamento cantonale dell’urgenza di introdurre un salario minimo dignitoso.

Michela Delcò Petralli         
I Verdi del Ticino