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Secondo gli esperti, ci troviamo in un’epoca storica in cui l’attività umana è la causa principale delle modifiche strutturali, territoriali e climatiche sperimentate dalla Terra. Si tratta di una prima mondiale, tanto da suggerire l’istituzione di un vero e proprio periodo geologico ad hoc, chiamato Antropocene. In questa era, la specie umana è in possesso di un nuovo, smisurato potere: quello di essere in grado plasmare le condizioni e la forma del pianeta su cui vive. Finora ci siamo serviti di tale abilità in modo indubbiamente controproducente. Abbiamo impoverito i suoli della loro fertilità, privandoci di superfici su cui coltivare prezioso cibo. Abbiamo disseminato rifiuti e prodotti chimici ovunque, avvelenando l’acqua con cui ci dissetiamo. Abbiamo costretto fiumi e torrenti in canali stretti e artificiali, aumentando la pericolosità delle piene e diminuendo il livello delle falde acquifere. Abbiamo deforestato intere superfici mettendo in pericolo la stabilità dei suoli, cementificato intere aree verdi abolendo il loro potere termoregolatore e di stoccaggio di risorse idriche e biodiversità. E, da ultimo, siamo riusciti a scaldare l’atmosfera di 1°C dal periodo preindustriale, causando tutta una serie di oramai ben note degradazioni ambientali. Si direbbe che l’umanità abbia una tendenza suicida: nonostante i molteplici campanelli d’allarme lanciati da svariate entità dall’inizio del secolo scorso, abbiamo continuato imperterriti a peggiorare le condizioni di vita del nostro habitat, imbambolati dal miraggio del così chiamato “progresso”. Ora, chi ancora possiede un minimo di spirito di sopravvivenza darwiniano, concorderà con il fatto che se ci vogliamo salvare la pelle e garantire la continuità della specie, un cambiamento di approccio è necessario. Stop all’autolesionismo, stop ad un sistema basilarmente fallimentare.  Utilizziamo la facoltà plasmatrice di cui siamo in possesso in modo costruttivo, per migliorare le condizioni del nostro pianeta anziché peggiorarle. Adottiamo delle soluzioni innovative per invertire questa tendenza deleteria, istituiamo delle leggi che ci proteggano dall’autoestinzione certa. Adoperiamoci per fermare la degradazione del nostro habitat, in primis quella climatica, a livello nazionale e internazionale. Proteggiamo i nostri preziosi ghiacciai, per la loro bellezza, certo, ma soprattutto per essere l’emblema della straordinaria funzionalità dell’ambiente in cui viviamo. Sosteniamo l’iniziativa per i ghiacciai!

Cristina Gardenghi, Granconsigliera per i Verdi del Ticino