SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021
  • NO al divieto del burqua, perché non porterà alcun beneficio né per la sicurezza né per le donne;
  • NO alla legge federale sui servizi di identificazione elettronica, perché l’identità elettronica non può essere privatizzata;
  • NO all’accordo di libero scambio con l’Indonesia, in quanto consolida un commercio non sostenibile per l’ambiente, che calpesta i diritti umani e che è molto dannoso per il clima. 

No al divieto del burqa

I Verdi del Ticino si oppongono all’iniziativa per il divieto del burqa. L’iniziativa si concentra su un simbolo, quello del burqua, che in Svizzera non rappresenta alcun problema. Pochissime sono infatti le donne che fanno capo a questo capo d’abbigliamento, concretamente l’iniziativa non porterà quindi cambiamenti tangibili. La discussione attorno all’iniziativa ha però delle conseguenze reali e immediate, in quanto alimenta l’islamofobia.
Ammesso e non concesso che tutte le portatrici di niqab e burqa lo facciano perché obbligate a farlo, non è certo un divieto che risolverà il loro problema. Queste donne vanno sostenute nella loro emancipazione con informazione e integrzione, l’esatto contrario di un divieto che di fatto per loro significherà essere costrette agli arresti domiciliari. Dove il divieto è stato introdotto, anche in Ticino, non si è avuto alcun beneficio per la sicurezza. Le poche infrazioni registrate negli ultimi 5 anni, una cinquantina in tutto e solo la metà di esse legate a copricapi integrali, lo dimostrano.

NO ai passaporti privatizzati

i Verdi ritengono importante garantire la massima sicurezza nelle identificazioni su internet così come favorire un buon utilizzo del governo elettronico. Il nostro Paese in questo senso ha un importante ritardo da recuperare rispetto ad altre realtà.
Considerando la crescente importanza dell’ identificazione elettronica e dei futuri sviluppi in ambiti sensibili (salute, votazioni, certificati ufficiali) si ritiene fondamentale che questo compito debba essere assunto dallo Stato.
E’ utile ricordare come un sondaggio rappresentativo abbia evidenziato come la maggioranza delle cittadine e dei cittadini svizzeri ritengano maggiormente corretto che l’emissione e la conservazione dei dati  venga garantita dall’ente pubblico.
L’emmissione dell’E-ID da parte di aziende private a scopo di lucro (banche assicurazioni, casse malati, ecc…) rappresenta una eccessiva e pericolosa ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici.

NO all’accordo di libero scambio con l’Indonesia

I Verdi del Ticino hanno da sempre una visione critica verso gli accordi di partenariato economico. Il loro scopo è infatti quello di incrementare gli scambi commerciali e finanziari su larga scala a beneficio di poche grandi imprese ma a danno di tante piccole realtà locali, del clima e degli ecosistemi che ospitano e sostengono non solo noi esseri umani, bensì moltissime altre specie.

L’accordo con l’Indonesia, sebbene presenti per la prima volta un capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile, continua a incentivare scambi di beni controversi come l’olio di palma, la cui produzione ha gravissime conseguenze sia sul piano ambientale che sociale e la cui importazione nuoce al mercato svizzero di oli di colza e girasole. Le condizioni poste sulla sostenibilità rimangono solamente bei principi su pezzi di carta, perché non hanno nessun carattere vincolante. Inoltre, l’accordo prevede disposizioni più severe in materia di tutela della proprietà intellettuale, rendendo ancora più difficoltoso l’accesso a beni di prima necessità come semenze e medicinali per le popolazioni indigene.

È importante dire NO a questo accordo per rafforzare il potere della Svizzera nella negoziazione di trattati più ambiziosi in materia di sostenibilità, segnando una nuova era in cui gli scambi commerciali non avvengano più a detrimento delle realtà locali e dell’ambiente.

3xNO il 7 marzo