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Per limitare il surriscaldamento globale entro limiti gestibili sono necessarie nuove misure di natura energetica. La proposta di nuova legge cantonale sull’energia fa qualche importante passo in vanti ma non affronta purtroppo con sufficiente incisività la problematica. I Verdi del Ticino chiedono maggiori sforzi sia a livello comunale che negli edifici dove la produzione di calore dovrà essere per il 100% basata su fonti rinnovabili.

Per limitare il surriscaldamento globale al disotto dei 2°C e quindi evitare situazioni globali ingestibili e costi devastanti le emissioni di gas ad effetto serra devono essere azzerate globalmente entro il 2050. La Svizzera quale paese industrializzato e dalle emissioni pro capite tra le più alte al mondo deve assumersi pienamente la sua responsabilità.  Sarebbe quindi auspicabile raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni prima del 2050 (almeno entro il 2040). Con gli strumenti attuali non è purtroppo possibile raggiungere questi ambiziosi obiettivi. Anche nel settore energetico e degli edifici devono quindi essere fissati obiettivi più ambiziosi sia a livello di efficienza energetica che a livello di fonti rinnovabili. Le competenze cantonali vanno quindi sfruttate appieno per ridurre le emissioni tramite un aumento dell’efficienza energetica (obiettivo a lungo termine società a 2000 W) e azzeramento delle emissioni tramite un maggiore approvvigionamento tramite fonti rinnovabili (100% rinnovabile). Gli obiettivi del piano energetico cantonale (PEC) vanno quindi resi più ambiziosi. La revisione della legge va nella giusta direzione ma manca di incisività in alcuni ambiti.

Nello specifico i Verdi chiedono che:

  • I comuni, entro 5 anni dall’entrata in vigore della nuova Legge sull’energia abbiano elaborato un piano energetico comunale e posseggano la certificazione «città dell’energia».
  • Il PEC deve fissare come obiettivo generale il raggiungimento di zero emissioni nette di gas a effetto serra almeno entro il 2040.
  • La produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili deve essere vietata. Le centrali a cogenerazione esistenti alimentate con vettori fossili possono produrre energia elettrica unicamente quando è utilizzato sia il calore che l’energia elettrica. Le relative emissioni di CO2 prodotte dovranno essere interamente compensate.
  • I gestori delle reti del gas devono operare una transizione completa a vettori rinnovabili entro il 2040 (biogas e power-to-gas).
  • Il Cantone riconosce il Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) quale attestato di efficienza energetica di un edificio. La certificazione dovrà essere obbligatoria.
  • Gli edifici abitativi esistenti soggetti a sostituzione del generatore di calore devono prevedere un impianto basato unicamente su energie rinnovabili. L’istallazione di generatori di calore basati su energie fossili è possibile solo in situazioni eccezionali e necessita dell’autorizzazione dell’ente pubblico.
  • Gli impianti centralizzati e non centralizzati a resistenza elettrica per la produzione di calore per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria devono essere sostituiti con installazioni nuove entro 15 anni.
  • Il ricorso a installazioni di climatizzazione è autorizzato solo per impianti il cui fabbisogno elettrico viene prodotto per almeno il 20% tramite fonti rinnovabili.  Eccezioni necessitano l’autorizzazione dell’ente pubblico.

Matteo Buzzi, co-coordinatore Verdi del Ticino