SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

Lugano necessita di nuovi impianti sportivi e la zona di Cornaredo, attualmente in uno stato di parziale degrado, va ripensata. Ma gli aspetti critici del progetto attuale sono molti. Troppi.

il 28 novembre votiamo NO 

  • Si parla molto di «polo sportivo» ma la parte di suolo pubblico dedicata allo sport nell’area di Cornaredo verrà ridotta. Mentre in un primo progetto si intendevano mantenere, accanto al nuovo stadio progettato più a Est, alcune componenti dell’attuale stadio (almeno il campo da gioco e la pista di atletica), ora si vuole dedicare quel terreno ad altri scopi.
  • Quella parte di area pubblica sarà infatti riservata principalmente all’edificazione di quattro palazzi privati di appartamenti. Questa scelta – già di per sé molto discutibile – rende necessaria la costruzione di un secondo centro sportivo al Maglio di Canobbio, con una spesa supplementare di una quarantina di milioni.
  • La cessione a privati (per quasi un secolo) di un suolo pubblico pregiato per immobili speculativi, con la conseguente riduzione della superficie riservata alle infrastrutture sportive, obbligherà quindi a trasferte più lunghe giocatori e famiglie delle squadre giovanili.
  • La distruzione dell’attuale stadio contraddice peraltro uno dei principi “verdi”: la conservazione e la valorizzazione di quanto è ancora utilizzabile. Alcune componenti dell’attuale stadio di Cornaredo possono continuare a svolgere egregiamente la loro funzione: certamente il terreno da gioco e la pista di atletica, probabilmente anche la tribuna storica.
  • Il nuovo progetto è poi propagandato come un’espansione degli spazi verdi, ma l’area tra i palazzi previsti e il nuovo stadio sarà ottenuta in gran parte sopra autosili sotterranei, quindi su suoli non permeabili e senza la possibilità di crescita di alberi.
  • A far discutere è anche il previsto spostamento dell’amministrazione comunale dal centro a Cornaredo, in una delle due “torri” previste dal progetto. Da un lato sarà molto difficile riportare vera vita in centro, dopo decenni di terziarizzazione spinta che ha portato di fatto all’espulsione degli abitanti dal cuore della città. Dall’altro la concentrazione di uffici comunali a Cornaredo sembra non tener conto delle nuove forme del lavoro amministrativo, sempre meno ancorate al luogo fisico.
  • La configurazione del nuovo polo sportivo presenta infine un elemento molto critico nella futura strada a quattro corsie che taglia in due l’area di Cornaredo. La nuova via Stadio in realtà non soppianta le strade attuali, che vengono conservate, per cui intorno allo stadio ci sarà ancora più traffico. È un aspetto che non dipende direttamente dal progetto (è legato a precedenti decisioni di competenza cantonale) ma è preoccupante che il problema sia sistematicamente occultato nei “rendering” diffusi dai progettisti e dal Municipio, dove la nuova arteria appare come un’area tranquilla percorsa solo da pedoni e ciclisti. Un bell’esempio di come si possa manipolare la realtà con immagini seducenti.

«Lugano è sport», dicono in cartelloni pubblicitari del comitato favorevole al sì, facendo credere che un voto negativo su questo progetto di PSE sia un voto contro la pratica dello sport e contro  infrastrutture che la rendano più  agevole.

«Lugano è sport», sia pure. Ma vorremmo che fosse anche molto altro: gestione oculata del territorio, difesa del bene pubblico, senso della misura, attenzione ai bisogni essenziali dei cittadini. Aspetti che non vediamo in questo progetto costoso e squilibrato. Un voto negativo non chiude affatto il discorso di un rinnovamento dell’offerta sportiva e della ristrutturazione del comparto di Cornaredo, ma lo apre a prospettive più ragionevoli.