SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

I Verdi del Ticino sono decisamente contrariati per il temporeggiare ingiustificato del Parlamento nell’applicazione della volontà popolare di introdurre salari minimi in Ticino. Gli imprenditori meno corretti continuano a guadagnare sulla pelle dei lavoratori rendendo difficile l’accesso al lavoro alle persone residenti, con la complicità di quei partiti che li rappresentano.

Sono passati quasi sei anni da quando I Verdi iniziarono a raccogliere le firme per istituire un salario minimo sociale nel nostro cantone. Ne sono passati più di tre da quando la popolazione ha espresso il proprio favore all’iniziativa, che mira a proteggere le lavoratrici e i lavoratori più fragili da un mercato del lavoro allo sbando. Una situazione da tempo insostenibile con stipendi assolutamente non dignitosi, che di fatto favoriscono la sostituzione di manodopera locale con quella frontaliera. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Nel giro di una decina di anni in Ticino il numero di persone in assistenza è raddoppiato ed alcuni importanti indicatori come il tasso di povertà e il tasso di rischio povertà sono tre volte più elevati rispetto alle altre regioni della Svizzera. Non solo: nella maggioranza dei settori economici il salario in Ticino sta addirittura diminuendo, secondo quanto indicato dall’Ufficio cantonale di statistica.

Di fronte a questi segnali e ad annunci di lavoro con retribuzioni di 2’000 franchi mensili per un tempo pieno, la politica ha l’obbligo di reagire in maniera tempestiva offrendo soluzioni concrete. Non può più permettersi di tergiversare. Il messaggio del Consiglio di Stato è pendente da più di un anno ma sembra che alcune forze politiche stiano facendo i loro calcoli in ottica elettorale e preferiscano di mantenere il dossier nei cassetti per non dover ammettere ai cittadini che in realtà non hanno nessuna intenzione di difendere i loro interessi.

Logico quindi chiedersi come mai un partito come il PLRT, che afferma di sostenere gli impresari onesti, continui a ritardare il rapporto commissionale sul salario minimo. Forse perché tra questi imprenditori onesti ve ne sono anche alcuni un po’ meno propensi a pagare compensi dignitosi? O imprenditori orientati verso la manodopera a basso costo d’oltre frontiera che possono gestire in maniera subdola? Certezze non ve ne sono, se non una: ogni giorno che trascorriamo senza una legge che possa garantire un salario minimo dignitoso, un imprenditore con scarsa coscienza sociale si arricchisce e un lavoratore residente fatica tremendamente a trovare un’occupazione che possa sostentare sé e la propria famiglia.

I Verdi del Ticino invitano quindi le forze politiche in parlamento a darsi da fare in tempi brevi, evitando ulteriori speculazioni sulle spalle di lavoratrici e lavoratori ticinesi.

I Verdi del Ticino