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I verdi del Ticino si sono riuniti domenica 22 novembre in assemblea virtuale. Il buon umore e l’entusiasmo erano presenti ma l’atmosfera era ben diversa da quella che lo scorso anno aveva contaddistinto l’appuntamento: allora si festeggiava l’elezione di Greta a Berna, galvanizzati dall’onda verde, e mai si sarebbe immaginato che il panorama politico, economico e sociale sarebbe stato sconvolto dalla pandemia di covid-19. La crisi pandemica da un lato avrebbe rubato il palcoscenico mediatico alle crisi ambientali, in primis la crisi climatica, dall’altro con la crisi economica innescata dal lockdown si sarebbero ulteriormente accentuate le problematiche finanziarie e sociali di molte fasce della popolazione ticinese già in parte fragili.

Coscienti che le crisi ambientali non fossero svanite nel nulla e che fosse fondamentale sostenere maggiormente le fasce più fragili della società, i verdi si sono focalizzati assieme al loro gruppo parlamentare su una serie di proposte di sostegno sociale e per indirizzare forti investimenti statali di rilancio economico verso misure capaci di affrontare anche la crisi climatica e quella sociale. Ancora pendente l’iniziativa parlamentare che affronta i problemi del lavoro in Ticino con la richiesta di itituzione di uno Statuto speciale, con la volontà di declinare nella nostra regione o in altre che ne avessero necessità, regole e misure più stringenti, a sostegno di un mercato del lavoro che deve diventare più sostenibile e dignitoso. Un primo passo in questa direzione sarà l’entrata in vigore, progressiva ma certa, del salario minimo a partire dal prossimo anno.

Le Comunali

La crisi della biodiversità e quella climatica rimangono, insieme, la più grande minaccia esistenziale per l’essere umano, e per questa ragione va combattuta anche nei nostri comuni. Perciò i verdi vogliono essere attivi e impegnarsi alle prossime elezioni comunali, perché se non è possibile fermare da soli la crisi ambientale, è comunque importante che ognino faccia la propria parte offrendo un’alternativa: votare verde alle comunali significa scegliere un comune vivibile, a misura d’uomo e non solo di automobile, un comune in cui l’essere umano e la natura sono centrali per la progettualità, la pianificazione e la tutela degli interessi collettivi e del patrimonio storico, piuttosto che gli interessi degli speculatori edili. Votare verde in un comune significa scegliere di vivere in un luogo in cui la politica protegge i più deboli e li integra come risorsa preziosa e vitale della società. Per mettere in rete il lavoro dei verdi nei Comuni sarà aperto un nuovo sito internet il prossimo mese, curato da Usman Baig, responsabile per i Comuni, Cristina Fusi e Cristina Zanini, segretaria dei Verdi.

Rapporto d’attività

L’assemblea è stata anche l’occasione per le questioni di rito (e l’approvazione dei conti 2019 grazie alla revisione di Alberto Benzoni), condividere il rapporto di attività da parte dei diversi gremi di questo ultimo anno, per tutti contraddistinto dalla gestione delle diverse emergenze, (pandemia, crisi sociale ed economica, crisi ambientale) e dalla declinazione delle diverse proposte. Delle attività del Parlamento Federale ha parlato Greta Gysin con un particolare focus sulla legge sul CO2. Sono stati presentati e chiariti i dettagli della legge, che è un primo passo per rispondere alla crisi climatica, ma è importante perché da un lato è complessiva, visto che spazia dai fondi agli strumenti per ridurre le emissini, con misure che vanno dall’aviazione alla piazza finanziaria che ancora non c’erano, e dall’altro va a raddoppiare l’impegno climatico della Svizzera e permette di lavorare per un vera svolta climatica. Un primo passo, ma concreto, in direzione di una politica climatica più incisiva, perché non c’è più tempo. Contro la nuova legge del CO2 è stato lanciato un referendum da chi la ritiene troppo o troppo poco restrittiva. Confidiamo che la popolazione saprà cogliere questa sfida che ci riguarda tutte e tutti. Sono poi intervenuti, per il Gruppo in Gran Consiglio Claudia Crivelli Barella, per il Comitato Contonale Fabiano Cavadini, presidente uscente, per il Gruppo Operativo i due co-coordinatori Matteo Buzzi e Samantha Bourgoin e per le Giovani Verdi le due co-coordinatrici Giulia Petralli e Cristina Gardenghi.

Nomine statutarie

Tra le varie nomine statutarie, quelle che riguardano il gruppo operativo (GOP): Noemi Buzzi, Kaj Klaue e Marco Rudin raggiungono Samantha Bourgoin, Matteo Buzzi, Marco Noi e Greta Gysin come membri di direzione. Staffetta invece tra Marco Rudin e Fabiano Cavadini. Il primo diventa presidente del Comitato Cantonale e prende le redini dal secondo, che diventa il suo vice.

A livello federale: Kaj Klaue subentra all’uscente Jessica Bottinelli come delegato dei Verdi del Ticino presso il comitato dei Verdi Svizzeri, mentre Noemi Buzzi, delle Giovani Verdi è stata eletta nella delegazione dei Verdi Svizzeri presso i Verdi mondiali.