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La deputazione dei Verdi del Ticino al Consuntivo 2018 non ha firmato né il rapporto di maggioranza né il rapporto di minoranza e dice di no al consuntivo. Avevamo analizzato il preventivo a fine 2017 e non lo avevamo sostenuto perché a nostro avviso non abbastanza coraggioso. Oggi diciamo no al consuntivo perché dopo aver letto i voluminosi conti, abbiamo trovato gli indicatori di un Ticino non abbastanza impegnato per  una società giusta, equa e basata sul rispetto dell’ambiente.

Non è bello sapere che

·       nel nostro cantone, quasi un terzo delle persone vive in un’economia domestica con un reddito inferiore alla soglia di rischio di povertà, ma è la realtà.

·       in termini di disoccupazione il Ticino è uno dei cantoni messi peggio con una percentuale di disoccupati giovani, che colpisce il 13.1% degli attivi tra i 15 e i 24 anni privandoli della necessaria possibilità di contribuire con i prorpi talenti alla nostra società

·       si fa così fatica a prendere una decisione per introdurre il salario minimo dignitoso, accolta dall’elettorato ticinese nel giugno del 2015, forse perché prima della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, i partiti politici sono sensibili alle pressioni delle diverse lobby? In ogni caso siamo a settembre 2019 e non abbiamo ancora una soluzione.

·       si sprecano territorio e risorse: nel 2018 vi è stato un incremento di circa il 30% delle abitazioni vuote rispetto al 2017, esse sono poco meno di 5’000 unità, con tendenza ad un ulteriore aumento in un cantone dove la popolazione ha cominciato a diminuire!  Ogni anno nel nostro cantone un altro chilometro e mezzo di territorio viene coperto da edifici, strade e altre infrastrutture, senza però veramente abitarlo.

·       in Ticino le persone sono pagate mediamente 1000 franchi in meno rispetto al resto della Svizzera, il che corrisponde al -15.6%. Nell’economia ticinese inoltre le donne percepiscono circa 890 franchi in meno dei colleghi uomini ed esiste anche una discriminazione dei lavoratori stranieri rispetto a quelli locali, in quanto sono pagati mediamente 1125 franchi in meno (18.8% in meno!).

·       ad oggi, il Ticino risulta il quarto cantone più motorizzato della Svizzera, con 636 automobili ogni 1000 abitanti. Le concentrazioni di inquinanti atmosferici come gli ossidi di azoto (Nox), l’ozono e le polveri fini continuano a superare regolarmente i limiti massimi previsti dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico in diverse località ticinesi. Ciò mentre il traffico autostradale è in continuo aumento. Stiamo discutendo due iniziative e un messaggio per ridefinire le tasse di circolazione. Le nostre decisioni potranno indirizzare le scelte ed incentivare una mobilità più ecologica.

·       il tasso medio di produzione di rifiuti urbani pro capite, ossia ciò che una persona butta mediamente durante un anno nel sacco della spazzatura, nella raccolta differenziata o negli ingombranti, rimane elevatissimo: nel nostro cantone è di 880.5 kg, oltre 170 kg in più della media svizzera, il che ci situa ai vertici della classifica europea dei maggiori produttori di rifiuti.

·       i nostri laghi sono quelli che presentano una concentrazione doppia di microplastiche rispetto al resto della Svizzera, mentre nelle acque sotterranee e di superficie si ritrovano puntualmente residui di prodotti fitosanitari che superano le concentrazioni massime previste dalla legge.

·       per quanto riguarda l’efficienza energetica, il Ticino è ancora lontano anni luce dall’obiettivo della società a 2000 W, con un consumo pro capite di 4575 W. Inoltre, le fonti principali di energia utilizzate per riscaldare le abitazioni ticinesi rimangono tuttora quelle fossili. Il 53,5% dei riscaldamenti del nostro cantone sono ancora a olio e altri 18,7% a gas fossile. Continuando di questo passo non raggiungeremo mai gli impegni sottoscritti dal nostro paese a Parigi. Proprio ieri, una pubblicità sui quotidiani, promuoveva la sostituzione delle caldaie a olio, prima dell’introduzione della nuova legge, perché ancora più vantaggiosa. Ricordiamo che già oggi le energie rinnovabili sono concorrenziali e non producono gas a effetto serra. È nostro compito sostenere la transizione, a favore dell’emabinete ma anche dell’economia.

Non possiamo accontentarci del Ticino restituito da questi indicatori. Le persone, l’ambiente, il clima non possono essere un effetto collaterale di altre scelte. Le decisioni che prendiamo in questa aula, per esempio per il lavoro o per fronteggiare la crisi climatica, per la giustizia sociale o per la parità, sono sociali, ambientali, ma possono anche essere delle opportunità economiche a favore di tutti. Cogliamo quindi insieme queste sfide, a fovore delle cittadine, dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono.