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Lunedì, una delegazione del Gran Consiglio ticinese – formata da Fiorenzo Dadò, Stefano Tonini, Sabrina Gendotti (relatrice del Rapporto congiunto) e Andrea Stephani – è stata ricevuta in audizione a Palazzo federale dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati per discutere delle Iniziative cantonali di Fiorenzo Dadò per il PPD e Michela Delcò Petralli per i Verdi del Ticino del 2016 che chiedono l’inasprimento delle pene per i reati contro l’integrità sessuale. 

Ricordando l’insegnamento di Cesare Beccaria, per il quale non è la durezza o la lunghezza della pena ad avere una funzione preventiva e dissuasiva, quanto la certezza e la prontezza della punizione, oltre alla revisione del Titolo V del Codice Penale, l’Iniziativa dei Verdi chiedeva di fornire alle autorità inquirenti maggiori strumenti per perseguire questi crimini, di lanciare campagne di prevenzione, informazione e sensibilizzazione a livello nazionale e cantonale, di potenziare il decorso terapeutico a cui devono essere obbligatoriamente sottoposti gli autori dei reati più gravi e, non da ultimo, di vietare la pubblicità sessista che veicola e sdogana certi atteggiamenti inammissibili. 

Ora la palla passa alle Camere federali. Speriamo che sia finalmente arrivato il momento di riflettere a 360 gradi su questo drammatico argomento.