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In merito al progetto dell’ufficio federale delle strade (USTRA) di potenziare l’autostrada A2 tra Lugano e Mendrisio, I Verdi del Ticino, dando seguito a una risoluzione approvata nell’assemblea di giugno 2019, hanno inoltrato oggi a tutti gli organi competenti una richiesta di tre punti per valutarne meglio le conseguenze coinvolgendo i comuni interessati, incoraggiando il completamento a sud di Alptransit e dando parere sfavorevole a questa proposta federale.

Nel dettaglio I Verdi chiedono al direttore del DT Claudio Zali, alla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio e ai Municipi ivi rappresentati di:

1.       coinvolgere nella Commissione di accompagnamento politico del progetto tutti i Comuni del Mendrisiotto e Basso Ceresio in quanto le implicazioni territoriali e ambientali dello stesso non si limitano ai Comuni direttamente interessati dai cantieri previsti;

2.       promuovere attivamente nell’ambito delle loro rispettive competenze un’accelerazione del progetto Alptransit a sud, un potenziamento della linea TiLo e dei trasporti pubblici in generale e la concretizzazione su vasta scala di progetti di mobilità aziendale;

3.       prendere posizione contro il concetto di fluidificazione del traffico autostradale tra Lugano e Mendrisio che prevede l’aumento delle corsie di traffico a sei in tutto.

A sostegno di queste richieste, i Verdi snocciolano, nella loro lettera, diverse problematiche che porterebbero sicuramente pesanti ripercussioni alla zona interessata. L’aumento dell’inquinamento, la creazione di un collo di bottiglia tra Mendrisio e Chiasso e l’impatto sul verde rimasto sarebbero sicuramente conseguenze nefaste per la regione già sotto pressione in questi ambiti.

Se è vero che quando si parla di traffico si parla anche di libertà personali, andando a toccare un tema molto delicato, è fondamentale però che nel 2019, anno delle scelte per il clima, si esca dalle vetuste soluzioni prefabbricate degli anni ’80 (troppo traffico, quindi più strade) e si innovino le scelte di mobilità per soddisfare, oltre che ai bisogni individuali, anche criteri ambientali ben definiti. Con la proposta di aumentare il potenziale autostradale infatti non solo non si rispettano le basi per adempiere all’obiettivo di salvaguardia dell’ambiente, ma si denota un profondo lassismo in questo senso.

I Verdi auspicano che, visto il rinnovato spirito ecologista che comincia a delinearsi in questa campagna elettorale proveniente anche dai partiti borghesi, la loro proposta possa ottenere il sostegno di tutti i rappresentanti che comprenderanno sicuramente l’urgenza di nuove lungimiranti alle soluzioni legate alla mobilità, che possano favorire in maniera più decisa la salvaguardia del territorio e dell’ambiente.