Da una prospettiva imprenditoriale è comprensibile che Postfinance voglia poter offrire tra i propri servizi anche la concessione di crediti ed ipoteche. Una condizione necessaria affinché ciò possa avvenire è la privatizzazione completa dell’azienda, come sostenuto da lungo tempo dai verdi liberali. La Confederazione non ha bisogno di una banca statale che, pur ricevendo finanziamenti pubblici, opera liberamente sul mercato finanziario privato. Solo con una completa privatizzazione si otterranno eque condizioni di concorrenza nel settore dei servizi finanziari. L’approvvigionamento universale nel traffico dei pagamenti potrà comunque essere garantito attraverso mandati di prestazione esterni e senza più la necessità di una banca statale. Su questo punto la Consigliera nazionale Barbara Schaffner ha inoltrato un postulato.

Per garantire un mercato privo di distorsioni dovute alla presenza di aziende statali, è necessario definire una chiara separazione tra servizi privati e compiti dello Stato adatti a un monopolio pubblico. Particolare riguardo va rivolto proprio all’ampio e diversificato numero di servizi del gruppo della Posta. Nel 2017 è stata abolita la cosiddetta garanzia pubblica per Postfinance. Tuttavia la partecipazione della Confederazione a Postfinance rimane un rischio per l’ente pubblico. Anche la privatizzazione parziale auspicata dal Consiglio federale non cambierà la situazione. È quindi difficile giustificare economicamente o politicamente una partecipazione pubblica a Postfinance dal momento che l’azienda fornisce liberamente prestazioni finanziarie private sul mercato.

L’approvvigionamento di base non è a rischio

Anche il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti come definito nell’attuale mandato di servizio, non giustifica più una partecipazione pubblica nell’azienda da parte dello Stato. Chiaramente la fornitura di base dei servizi per il traffico dei pagamenti dovrà ancora essere garantita. Se il libero mercato non dovesse però essere in grado di fornire i servizi su tutto il territorio nazionale, sarà possibile implementare soluzioni più adatte al mercato come i mandati di prestazione esterni o l’introduzione di nuovi requisiti legali. Il postulato della Consigliera nazionale Barbara Schaffner chiede al Consiglio federale di rivedere e attualizzare il mandato di servizio universale per il traffico dei pagamenti.