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I verdi liberali si felicitano molto per l’accettazione dell’Accordo di libero scambio con l’Indonesia. L’accordo è un importante passo avanti a livello economico ed ecologico e fornisce gli incentivi per una maggiore sostenibilità. Si tratta di un accordo che apre la strada alla definizione di uno standard per tutti i futuri accordi di libero scambio”, secondo il Consigliere nazionale Roland Fischer. Il NO alla nuova Legge sull’Identificazione elettronica (Ie) viene accolto favorevolmente dai verdi liberali. Il conferimento del mandato a una ditta esterna avrebbe messo a rischio la fiducia della popolazione. «Ora potremo valutare e implementare un nuovo modello senza ritardi indebiti per una migliore digitalizzazione», afferma il Consigliere nazionale Jörg Mäder. I verdi liberali sono molto rammaricati dalla decisione di ancorare lo sproporzionato divieto della dissimulazione del viso nella Costituzione federale.

Il libero scambio e i partenariati economici garantiscono e assicurano prosperità alle parti coinvolte. Con adeguate condizioni quadro ecologiche e sociali, l’accordo creerà le condizioni ideali per uno sviluppo economico a beneficio di tutti. L’Accordo con l’Indonesia rappresenta un passo in avanti sia dal punto di vista del libero commercio che dal punto di visto della protezione dell’ambiente. Delle concessioni tariffarie doganali beneficeranno infatti solamente i prodotti con olio di palma prodotto secondo gli standard di sostenibilità RSPO. Questa clausola è un importante novità per un Accordo di libero scambio in Svizzera e apre la strada alla definizione di uno standard per tutti i futuri accordi di libero scambio.

Soddisfazione per il NO alla legge Ie, ora occorre un migliore progetto di digitalizzazione
Il NO alla Nuova Legge sull’identificazione elettronica è accolto favorevolmente dai verdi liberali. Non vi è dubbio che la Svizzera abbia bisogno di un’identificazione elettronica nel suo processo di digitalizzazione. L’esternalizzazione dei servizi a società private avrebbe comportato una perdita di fiducia da parte della popolazione nel confronto delle autorità federali. Il pericolo di un abuso di dati così sensibili sarebbe stato troppo alto. Inoltre, data la natura del servizio, una situazione di quasi-monopolio sarebbe stata probabile portando rapidamente a una dipendenza con il fornitore e costi aggiuntivi. Si può procedere ora senza ritardi eccessivi con l’implementazione di un modello migliore basato sugli esempi positivi di Sciaffusa, Zugo e del Lichtenstein.

L’accettazione dell’Iniziativa «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso» è accolta con grande rammarico dai verdi liberali. L’iniziativa si intromette in maniera sproporzionata nelle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione. Già oggi infatti è proibito imporre a una donna di portare il velo integrale. Con il controprogetto indiretto i problemi reali si sarebbero potuti affrontare in maniera più mirata.