Rifiutando il dibattito con la Commissione Formazione e Cultura del Gran Consiglio, l’ACT e l’ERSL cercano di bloccare la riforma cantonale della scuola dell’obbligo. A pagare le conseguenze di questo modo di fare sono gli allievi, con danni alla qualità dell’educazione.

Il Partito Socialista Ticino denuncia la presa di posizione dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) e dell’Ente regionale di sviluppo del Luganese (ERSL), che in una lettera alla Commissione Formazione e Cultura del Parlamento, cerca di bloccare con la sua mancata disponibilità la riforma cantonale della scuola dell’obbligo (messaggio 7704), senza nemmeno accettare il confronto sulle proposte ma rinviando invece la soluzione al progetto di revisione dei compiti tra Cantone e comuni “Ticino 2020”, ossia alle calende greche.

I rappresentanti dei due Enti si arrogano il diritto di esprimere una posizione che non crediamo risponda né agli interessi, né alle posizioni di molti dei loro affiliati, evocando di non volersi assumere spese quando in realtà tanto il messaggio 7704, quanto la proposta elaborata dal rapporto 7704 messo in consultazione dalla Commissione scolastica, sono finanziariamente neutri per i Comuni.

L’opposizione dei rappresentanti di ACT e ERSL appare come una scelta immotivata nei fatti e quindi concretamente lesiva dei diritti del Parlamento di trovare soluzioni che rispondano in primo luogo ai bisogni della scuola e dei suoi allievi e, in secondo luogo, che sono necessari per la trattazione degli atti parlamentari da molto tempo presenti sul tavolo della Commissione Formazione e Cultura. In particolare, ci riferiamo all’introduzione di un docente d’appoggio al 50% in un terzo delle classi di scuola dell’infanzia, classi che hanno un elevato numero di allievi (da 21 a 25), ma anche al rafforzamento di tale figura nelle sezioni di scuola elementare.

Questo modo di fare dei rappresentanti di ACT e ERSL causa un danno evidente alla qualità della scuola, agli allievi e alle loro famiglie. Si ricorda che la Legge cantonale sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare definisce in tal senso gli obiettivi e i compiti del Consiglio di Stato (e del Dipartimento competente), rispettivamente dei Comuni/Consorzi, che istituiscono gli Istituti scolastici comunali a cui spetta il compito di gestire i due gradi della scuola dell’infanzia e della scuola elementare.

L’articolo 1 della legge della scuola indica il quadro generale, che forse vale la pena ricordare:
1. La scuola pubblica è un’istituzione educativa al servizio della persona e della società.
2. Essa è istituita e diretta dal Cantone con la collaborazione dei Comuni.

Il dialogo e la collaborazione sono dunque irrinunciabili se si vuole proporre una scuola di qualità, dato che la legge indica come il Comune sia pertanto tenuto a collaborare con chi istituisce e dirige la scuola pubblica, cioè il Cantone.