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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Innalzamento della diga del Sambuco: un progetto per la produzione di energia idroelettrica in Ticino

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Il progetto di innalzamento della diga del Sambuco è stato presentato questa mattina a Bellinzona dai Consiglieri di Stato Christian Vitta e Claudio Zali, assieme ai Direttori delle Officine idroelettriche della Maggia (Ofima) Marold Hofstetter e dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET) Roberto Pronini. L’obiettivo del progetto è quello di aumentare la produzione di energia idroelettrica in Ticino.

Il Ticino, come il resto della Svizzera, si sta preparando alla graduale dismissione delle centrali nucleari e alla cessazione dell’impiego di fonti di energia fossili entro il 2050, come previsto dalla Strategia energetica della Confederazione. L’energia mancante verrà in parte compensata da misure di efficienza e risparmio e in parte sostituita da nuova energia proveniente da fonti rinnovabili. Oltre al fotovoltaico, l’idroelettrico manterrà il ruolo di colonna portante dell’approvvigionamento energetico svizzero.

La produzione idroelettrica svizzera si basa sulla flessibilità produttiva e sulla capacità di stoccaggio dell’energia garantita dai bacini in quota. Ciò permette di compensare i cali di produzione tipici delle fonti rinnovabili non programmabili, favorendo la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento del Paese soprattutto nei mesi invernali. Per questo, tanto la Confederazione nell’ambito della Strategia energetica 2050 quanto il Cantone Ticino all’interno del Piano energetico e climatico cantonale (PECC), hanno previsto un potenziamento della produzione idroelettrica e un aumento della capacità di accumulo dei bacini.

L’innalzamento della diga del Sambuco, presentato questa mattina a Bellinzona, è uno dei 15 progetti prioritari per l’aumento della produzione invernale identificati dalla “Tavola rotonda per l’idroelettrico” promossa dalla Confederazione. Il progetto prevede di innalzare la diga di 15 metri, portandola dagli attuali 130 a 145 metri di altezza. Un intervento che consentirà di aumentare del 27% la capienza del lago, per un totale di 80 mio. di m3, corrispondenti ad un potenziale di 46 GWh di energia invernale supplementare.

Parallelamente si intende procedere al completo rinnovo della centrale di Peccia, che sarà dotata di due nuovi gruppi di produzione da 31 MW di potenza l’uno (+29% rispetto ad oggi) e due pompe dalla potenza complessiva di 42 MW (+75% rispetto a quelle attuali). Al fine di sfruttare in maniera efficiente la maggior capacità di pompaggio e stoccaggio, anche il bacino di compenso di Peccia sarà ampliato e la sua capacità passerà da 110’000 m3 a 160’000 m3.

L’impianto di Peccia, unitamente a quelli di Cavergno e del Verbano, passerà nelle mani di AET nel 2036, come stabilito dal processo di riversione degli impianti di Ofima votato dal Gran Consiglio ticinese nel giugno del 2021. Il progetto di innalzamento della diga del Sambuco viene quindi sviluppato congiuntamente dall’attuale e dal futuro proprietario sotto la supervisione del Cantone.

Il progetto è stato sviluppato tenendo in considerazione l’impatto ambientale. Sin dalle prime fasi del progetto sono state coinvolte nella discussione le associazioni ambientaliste WWF e Pro Natura, come pure il Comune di Lavizzara ed i Patriziati di Fusio e di Peccia. La collaborazione tra OFIMA e AET permette di attivare importanti sinergie e di avviare il processo di trasferimento delle competenze tecniche e professionali indispensabile al completamento della riversione.

Conclusi gli studi di fattibilità e gli esami ambientali preliminari e avviata la procedura di modifica del Piano direttore cantonale, l’innalzamento è ora entrato nella fase di progettazione di massima. OFIMA e AET prevedono di ottenere le necessarie autorizzazioni nei prossimi anni, per avviare la fase esecutiva entro il 2026. I lavori di innalzamento della diga e quelli di rinnovo della centrale si protrarranno per quattro anni e richiederanno un investimento di oltre 120 milioni di franchi.

Il progetto avrà ripercussioni positive sulla regione, sia durante la fase di cantiere che sul lungo periodo. Contribuirà all’aumento della produzione energetica idroelettrica e al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Strategia energetica della Confederazione. Inoltre, il progetto è stato sviluppato tenendo in considerazione l’impatto ambientale e coinvolgendo le associazioni ambientaliste WWF e Pro Natura.

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