“Gentili signore e signori, è un onore essere qui oggi per affrontare un tema cruciale: l’implementazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in Svizzera. Questo incontro rappresenta un’opportunità preziosa per riflettere sui progressi fatti e sulle sfide future.
Nel corso della mia carriera politica, mi sono impegnata con determinazione per rimuovere gli ostacoli che affrontano le persone con disabilità, combattere le discriminazioni e promuovere l’uguaglianza delle opportunità e l’integrazione sociale. Durante il mio mandato al Consiglio degli Stati, ho presentato un postulat, accolto dal Consiglio federale, per redigere un rapporto sulle misure necessarie affinché le persone con disabilità intellettuale possano partecipare attivamente alla vita politica e pubblica, secondo il principio di non discriminazione. Il rapporto, presentato nel 2023, è uno strumento utile per sviluppare nuove politiche e standard per una società più inclusiva.
Rivedendo le mie note preparatorie del postulat del 2021, ho trovato un concetto fondamentale: il modello sociale del handicap. Questo modello definisce il handicap come il risultato dell’interazione tra l’individuo e una società che non si adatta alle differenze, limitando la partecipazione. A differenza del modello medico, che si concentra sul trattamento delle persone con disabilità, il modello sociale chiede una trasformazione della società per rispondere ai bisogni di tutti i cittadini.
La responsabilità del cambiamento non ricade solo sulle persone con disabilità, ma su di noi tutti, chiamati a rimuovere gli ostacoli e creare un ambiente equo e accogliente. Questo è un impegno che portiamo avanti anche in Ticino, dove attualmente dirigo il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.
Riflettendo sull’ambiente scolastico, un sistema educativo inclusivo non è solo un insieme di regole, ma deve incarnare una visione che riconosce e supera le barriere, promuovendo accessibilità e partecipazione. Gli ostacoli non sono solo fisici, come le barriere architettoniche, ma anche di natura attitudinale, culturale e burocratica. Se non affrontati, questi ostacoli limitano la partecipazione e il benessere degli studenti. È fondamentale mettere al centro delle politiche educative i bisogni di tutti gli attori del mondo scolastico, guidando i processi con l’inclusione.
Nel giugno 2024, abbiamo presentato il documento “Inclusione e accessibilità nel sistema scolastico ticinese”, che offre una visione aggiornata di un sistema scolastico inclusivo. Le analisi del progetto “Ripensare l’inclusione” hanno identificato quattro dimensioni chiave: flessibilità delle misure, differenziazione pedagogica, formazione degli insegnanti e cultura scolastica. Da settembre, il progetto entrerà nella fase di attuazione, mirando a ottimizzare l’uso delle risorse. Con l’aumento della complessità e dell’eterogeneità degli studenti, è necessario riflettere su come fornire risposte efficaci e adeguate.
L’inclusione non deve essere un ripensamento tardivo, ma deve essere parte integrante della nostra concezione della società. Rendere accessibile non significa negare le differenze, ma evitare che queste diventino discriminazioni. La nostra approccio in Ticino riconosce sia i bisogni collettivi che quelli individuali. Le classi a numero ridotto nelle scuole specializzate, integrate nelle scuole pubbliche, sono un esempio di questo progetto.
Congressi come questo sono fondamentali per costruire una visione inclusiva. Permettono di confrontarsi con la ricerca, presentare buone pratiche e creare un consenso attorno alla dimensione teorica e pratica. Il lavoro del Centro svizzero di pedagogia specializzata è significativo per questa disciplina e continuerà a esserlo nel futuro, traducendo l’impegno in proposte inclusive basate su una pedagogia universale. Per alcuni, l’inclusione può sembrare un costo, ma è un diritto. È essenziale riconoscerlo e fornire a chi lavora per questo obiettivo le risorse necessarie. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità deve tradursi in azioni concrete.
Vi ringrazio per il vostro impegno e auguro a tutti un congresso proficuo, a favore dell’inclusione.”




