Bellinzona si fa palcoscenico del pensiero: apre Sconfinare Festival 2026
La Piazza del Sole di Bellinzona ha accolto giovedì sera la settima edizione di Sconfinare Festival, la rassegna culturale promossa dalla Città di Bellinzona che ogni anno trasforma gli spazi urbani in luoghi di incontro, riflessione e dialogo. Quattro giornate dense di appuntamenti, tutte animate da un unico filo conduttore: il rapporto tra parola e silenzio, tra ciò che si sceglie di dire e ciò che si preferisce lasciare nell’ombra.
L’inaugurazione: quando la parola incontra il corpo
Ad aprire la rassegna è stato un confronto di grande spessore intellettuale tra Fabrizio Gifuni, attore tra i più apprezzati del panorama cinematografico e teatrale italiano, e Stefano Bartezzaghi, semiologo e saggista noto per i suoi studi sui giochi del linguaggio e sui meccanismi della creatività. A guidare la conversazione il giornalista culturale Lorenzo Buccella.
Al centro del dibattito, intitolato Quando la parola diventa scena, una domanda apparentemente semplice ma di straordinaria profondità: cosa succede a una parola scritta nel momento in cui incontra una voce, un gesto, uno sguardo? Le due prospettive — quella dell’interprete e quella dello studioso del linguaggio — si sono intrecciate in modo complementare, esplorando la forza trasformativa del testo quando lascia la pagina e assume vita propria sul palcoscenico.
Venerdì 9 ottobre: inclusione e teatro civile
Il secondo giorno della manifestazione propone due appuntamenti distinti ma ugualmente significativi.
- Ore 18:30 – Il geografo Alberto Vanolo aprirà una riflessione su città, neurodivergenza e inclusione, in collaborazione con la Fondazione ARES. Un incontro che mette al centro le persone spesso dimenticate dai grandi discorsi urbani.
- Ore 20:45 – Salirà sul palco Domenico Iannacone con Che ci faccio qui… in scena, uno spettacolo di narrazione civile ispirato all’omonimo programma televisivo, capace di portare storie di margine al cuore del dibattito pubblico.
Sabato 10 ottobre: la maratona di pensiero e il Premio Giorgio Orelli
La giornata di sabato rappresenta il cuore pulsante di Sconfinare Festival 2026. Il programma prende il nome di Oltre il muro e si struttura come una vera e propria maratona intellettuale: cinque incontri consecutivi, ciascuno capace di illuminare una sfaccettatura diversa del tema centrale.
- Ore 10:00 – Massimo Giannini apre con Le parole del potere, una riflessione sul linguaggio della politica e dei media.
- Ore 11:30 – Nicoletta Polla-Mattiot presenta Il silenzio è rivoluzione, un invito a riscoprire il valore del tacere in un’epoca di rumore continuo.
- Ore 14:00 – Il linguista Andrea Moro indaga le radici del linguaggio umano con Dove nasce la parola.
- Ore 15:30 – Mauro Covacich porta La forma di ciò che sfugge, un percorso narrativo tra letteratura e vissuto.
- Ore 17:00 – A chiudere la maratona, Björn Larsson e Alex Bellini dialogano sul tema marino con Il mare non tace.
In serata, alle 18:30, Piazza del Sole ospiterà la cerimonia di consegna del Premio Giorgio Orelli 2026, riconoscimento assegnato quest’anno al poeta, traduttore e saggista Franco Buffoni. Un momento di celebrazione per la parola letteraria nella sua forma più alta.
A concludere il sabato, uno degli eventi più attesi dell’intera edizione: Walter Veltroni sarà protagonista di Le parole che restano, un incontro dedicato alla memoria, al racconto e allo scorrere del tempo. Un appuntamento che promette di toccare corde profonde in un pubblico sempre numeroso quando è lui a prendere la parola.
Domenica 11 ottobre: dall’alba al rap, la chiusura in bellezza
L’ultima giornata del festival propone un programma che abbraccia tutte le età e tutti i linguaggi espressivi.
- Ore 07:00 – Prima luce inaugura la domenica con una sessione di yoga e poesia all’alba, organizzata in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro. Un inizio raccolto e contemplativo, coerente con il tema del silenzio che attraversa tutta l’edizione.
- Ore 16:00 – Le famiglie trovano il loro spazio con Frammenti di voce, una selezione di cortometraggi per bambine e bambini realizzata insieme alla Lanterna Magica. L’ingresso è gratuito.
- Ore 18:30 – A calare il sipario su Sconfinare Festival 2026 sarà Murubutu con Letteraturap: parole scelte con cura, un incontro che mescola rap, letteratura e storytelling, arricchito da esibizioni dal vivo. Una chiusura che dimostra come la grande poesia e la cultura urbana possano parlare la stessa lingua.
Un festival che cresce e si consolida
Giunto alla sua settima edizione, Sconfinare Festival conferma la sua vocazione a fare di Bellinzona un punto di riferimento culturale nel panorama ticinese e svizzero. La scelta del tema — il confine labile tra dire e tacere — risponde a una sensibilità molto contemporanea, in un’epoca in cui il rumore di fondo sembra aver preso il sopravvento sulla riflessione autentica.
Dal teatro civile alla linguistica, dalla poesia al rap, passando per il cinema e la memoria collettiva, la rassegna dimostra che le grandi domande sul linguaggio appartengono a tutti. E che Piazza del Sole, per quattro giorni, può diventare lo spazio in cui quelle domande trovano finalmente il tempo di risuonare.



