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Un Mare di Svizzera torna al LAC di Lugano: porti, Green Deal e infrastrutture al centro del forum internazionale

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Nona edizione per «Un Mare di Svizzera»: appuntamento al LAC il 9 ottobre

Uno degli eventi più longevi del panorama ticinese si prepara a una nuova stagione. «Un Mare di Svizzera» torna al LAC di Lugano venerdì 9 ottobre a partire dalle 9.30, confermandosi come punto di riferimento nel calendario delle manifestazioni internazionali dedicate alla filiera logistica, portuale e industriale. Giunto alla sua nona edizione, il forum ha nel tempo costruito una reputazione solida, capace di attrarre ogni anno figure istituzionali, economisti, imprenditori e accademici di primo piano.

L’edizione di quest’anno si struttura attorno a tre grandi provocazioni, pensate per stimolare un dibattito aperto e concreto su nodi strategici che coinvolgono tanto la Svizzera quanto l’intera Europa.

Prima provocazione: quali porti per la Svizzera?

Il primo tema messo sul tavolo riguarda una questione geograficamente paradossale ma economicamente cruciale: verso quali scali portuali dovrebbe orientare il proprio interscambio commerciale uno Stato senza sbocco sul mare come la Svizzera?

La risposta non è scontata. Perché i porti, da soli, non bastano: senza un sistema logistico integrato e coordinato — tanto nel nord-ovest italiano quanto nel cuore dell’Europa centrale — rischiano di non riuscire a esprimere appieno il loro potenziale di centralità mediterranea. Un’infrastruttura portuale efficiente deve necessariamente essere il nodo di una rete più ampia; altrimenti rimane un’opportunità mancata.

Seconda provocazione: crescere nonostante il Green Deal?

Il secondo tema tocca uno dei dibattiti più accesi a livello europeo: le conseguenze del Green Deal sulla competitività delle filiere industriali strategiche del continente. Le normative ambientali europee sono concepite con obiettivi nobili, ma la loro applicazione rischia di penalizzare settori produttivi che non hanno equivalenti in termini di occupazione e valore aggiunto.

La domanda che il forum pone è tanto semplice quanto difficile da rispondere: come si può perseguire la sostenibilità senza soffocare la crescita economica? E soprattutto, come evitare che le imprese europee vengano progressivamente spiazzate da concorrenti di altri continenti, meno vincolati da norme e apparati burocratici?

A rispondere a questa sfida sarà, tra gli altri, Tito Tettamanti, Presidente onorario del Gruppo Fidinam e uno dei volti più noti della finanza ticinese. La sessione, dall’eloquente titolo «Green, ma un po’ meno green», prevede una tavola rotonda con imprenditori del trasporto terrestre e marittimo, economisti, traders e rappresentanti di fondi di investimento. Tra i partecipanti figurano anche Stefano Messina, Presidente degli armatori italiani, e Fabrizio Vettosi, Managing Director di VSL Investment.

Terza provocazione: infrastrutture al capolinea, chi paga?

La terza riflessione tocca un problema che si fa sempre più urgente in tutta Europa: il progressivo invecchiamento delle infrastrutture di trasporto. Molte di quelle costruite nei decenni del grande sviluppo post-bellico si avvicinano oggi alla fine del loro ciclo di vita utile, con strutture in cemento armato che in molti casi non hanno ricevuto la manutenzione necessaria e continuativa.

Il tema non è solo tecnico, ma profondamente finanziario. Dove trovare le risorse per affrontare investimenti massicci, in una fase in cui i bilanci pubblici sono sotto pressione e la spesa in conto capitale fatica a trovare spazio nelle priorità politiche? Il rischio concreto, in assenza di interventi adeguati, è un lento ma inesorabile declino delle reti infrastrutturali.

A questa sessione, intitolata «Infrastrutture a fine corsa», contribuiranno Gabriele Corte di Ceresio Investors, Gabriele Balbi, Prorettore dell’USI, e Guido Biaggio dell’USTRA.

Un parterre istituzionale di alto profilo

A conferire ulteriore peso all’evento, la presenza di una serie di figure istituzionali di rilievo. Tra i confermati:

  • Edoardo Rixi, Viceministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti
  • Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati
  • Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino
  • I Sindaci di Lugano e di Genova
  • Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria

La presenza congiunta di rappresentanti italiani e svizzeri non è casuale: il forum nasce proprio dalla consapevolezza che la catena logistica tra il Mediterraneo e l’Europa centrale attraversa inevitabilmente confini, e che le soluzioni ai grandi nodi strategici non possono essere trovate in modo unilaterale.

Un forum che guarda al futuro del sistema Paese

«Un Mare di Svizzera» si distingue nel panorama ticinese per la capacità di mettere attorno allo stesso tavolo mondi che raramente dialogano: quello istituzionale, quello finanziario, quello imprenditoriale e quello accademico. Le tre sfide di questa edizione — portualità, sostenibilità industriale e invecchiamento delle infrastrutture — rappresentano altrettanti nodi critici per la competitività futura del sistema economico svizzero ed europeo.

L’appuntamento è fissato per il 9 ottobre al LAC di Lugano: un’occasione concreta per trasformare le grandi domande in proposte operative.

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