Collina d’Oro come rifugio: chi è Jorge Amílcar Olán
Un nome che circola con insistenza nei media investigativi messicani è approdato fino in Ticino. Si tratta di Jorge Amílcar Olán, imprenditore originario del Tabasco, stato del sudest del Messico, descritto da più testate come un «uomo d’affari e prestanome» attorno al quale si addensano interrogativi su ingenti movimenti di denaro e presunti rapporti privilegiati con esponenti politici di primo piano.
Secondo le indiscrezioni raccolte dalla stampa latinoamericana — in particolare dal quotidiano economico El Financiero e dal giornalista investigativo Irving Pineda — Olán avrebbe scelto il Canton Ticino come base, stabilendosi in una residenza di alto livello a Collina d’Oro, rinomata località a sud di Lugano nota per ospitare ville esclusive e residenti benestanti.
I numeri: miliardi di pesos e conti in Svizzera
Al centro dell’attenzione mediatica ci sono cifre considerevoli. Stando a quanto riportato da El Financiero, tre miliardi di pesos messicani — equivalenti a circa 138 milioni di franchi svizzeri — sarebbero stati trasferiti su un conto elvetico riconducibile all’imprenditore. Non è tutto: l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) messicana avrebbe individuato un conto di investimento a Zurigo con oltre 72 milioni di euro.
Le segnalazioni delle autorità finanziarie non si fermano ai conti bancari. Sotto la lente degli investigatori ci sarebbero anche una rete articolata di società, una serie di movimenti finanziari sospetti e risorse che, secondo i giornalisti, avrebbero avuto origine da contratti governativi.
Presunta corruzione e legami con la politica messicana
La vicenda assume contorni ancora più complessi quando si esaminano i presunti legami politici di Olán. El Financiero cita esplicitamente ipotesi di corruzione e traffico di influenze, in particolare in relazione ai rapporti che l’imprenditore avrebbe intrattenuto con il figlio dell’ex presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, in carica dal 2018 al 2024.
A complicare ulteriormente il quadro, emergono anche legami con l’ex governatore del Tabasco, finito nel mirino delle autorità per aver percepito — secondo le accuse — milioni di dollari in proventi mai dichiarati al fisco. Media messicani e organizzazioni anticorruzione stanno cercando di ricostruire una rete di relazioni che parte da contratti pubblici e arriva fino ai movimenti di capitali all’estero.
Rintracciato a Lugano, poi di nuovo sparito
Mentre in Messico le sue tracce si erano perse, il giornalista investigativo Irving Pineda è riuscito a localizzare Olán in Ticino. Il 28 settembre scorso, nel corso di un servizio per l’emittente televisiva Azteca Noticias, il reporter lo ha individuato nella sua residenza di Collina d’Oro.
Secondo quanto Pineda ha raccontato nel programma Hechos AM, l’imprenditore vivrebbe nella villa insieme alla famiglia e a una domestica. I dettagli riferiti dal giornalista dipingono uno stile di vita appartato:
- Affitto mensile dell’immobile stimato intorno ai 10.000 franchi al mese
- Villa dotata di piscina
- Presenza di moglie e due figli
- Abitudini di vita molto riservate, con uscite rare
- Atteggiamento descritto come visibilmente nervoso
Nel servizio televisivo è comparsa anche la cassetta della posta con il nome parziale dell’imprenditore. Pineda ha riferito inoltre che Olán avrebbe modificato il proprio aspetto fisico: capelli e barba cresciuti e probabili interventi di chirurgia estetica. Quando il giornalista lo ha avvicinato chiedendo un’intervista, la risposta è stata brusca: secondo quanto riportato, Olán avrebbe colpito il cameraman al seguito rifiutandosi di rilasciare qualsiasi dichiarazione.
Lo scoop rimbalza in tutto il Messico e la villa torna sul mercato
Il reportage di Pineda ha avuto un’eco immediata: le principali testate giornalistiche messicane hanno ripreso la notizia, trasformando il rifugio ticinese di Olán in un caso mediatico nazionale. La storia, però, ha avuto un seguito inaspettato: a fine settembre, la stessa residenza lussuosa è ricomparsa negli annunci immobiliari disponibili online, questa volta con un canone mensile di 15.000 franchi.
Della famiglia Olán — imprenditore, moglie e due figli — non vi sarebbe più nessuna traccia nella villa. Un’ulteriore fuga, insomma, che alimenta i misteri già fitti attorno alla sua figura.
La situazione giudiziaria: accuse mediatiche, nessun procedimento formale
È importante sottolineare un elemento cruciale: nonostante la pressione mediatica e le denunce delle associazioni anticorruzione, Jorge Amílcar Olán non risulta al momento formalmente indagato. La Procura Generale della Repubblica messicana (FGR) ha confermato che non esistono procedimenti aperti a suo carico.
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha precisato che qualsiasi indagine dovrebbe essere avviata solo in presenza di prove concrete. Tuttavia, l’inchiesta giornalistica ha prodotto un effetto politico: diversi senatori dell’opposizione hanno formalmente richiesto alla Procura di aprire un fascicolo sul caso.
La vicenda di Amílcar Olán rimane quindi sospesa tra accuse giornalistiche e investigazioni ancora da avviare, con il Ticino — suo rifugio temporaneo — diventato suo malgrado lo scenario di uno dei casi più seguiti del giornalismo investigativo messicano di questo autunno.



