Quattordici voci giovani per ripensare la città
Lo scorso 6 ottobre, nella sala del Consiglio comunale di Mendrisio, si è tenuta una cerimonia tutt’altro che ordinaria: quattordici bambine e bambini hanno ricevuto l’attestato ufficiale di consiglieri, firmato dal sindaco Samuele Cavadini, dando vita al quarto Consiglio delle bambine e dei bambini della città. Un momento simbolico ma concreto, che segna il rinnovo di un percorso partecipativo rivolto alle generazioni più giovani.
I nuovi consiglieri provengono da diverse sedi scolastiche del Mendrisiotto e sono stati eletti direttamente nelle classi terze e quarte elementari dell’Istituto scolastico di Mendrisio e dei suoi quartieri. Resteranno in carica per due anni, durante i quali avranno la possibilità di esprimere opinioni, avanzare proposte e dialogare con le istituzioni cittadine su temi che le riguardano da vicino.
Un progetto radicato in una rete internazionale
L’iniziativa non nasce dal nulla. Mendrisio ha aderito nel giugno del 2020 al modello internazionale «La città delle bambine e dei bambini», un progetto ideato dal pedagogista e ricercatore Francesco Tonucci a Fano nel maggio del 1991. Oggi questa rete conta circa 200 città nel mondo che condividono la stessa visione: assumere il punto di vista dei bambini come bussola nella progettazione degli spazi urbani.
Il progetto si fonda sui principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e si concentra su tre valori fondamentali:
- Autonomia: favorire la capacità dei bambini di muoversi e agire in modo indipendente nella città;
- Inclusione: garantire che ogni voce, anche la più piccola, trovi spazio nel dialogo pubblico;
- Qualità della vita: rendere gli ambienti urbani più vivibili per tutte le fasce d’età.
L’idea centrale è rivoluzionaria nella sua semplicità: se una città è pensata a misura di bambino, diventa necessariamente migliore per tutti i suoi abitanti.
Il ruolo delle istituzioni e il coordinamento del progetto
L’iniziativa è coordinata dal Dicastero Socialità e pari opportunità tramite l’Ufficio famiglie e giovani, in sinergia con il Dicastero Formazione e servizi di accudimento e con l’Istituto scolastico cittadino. Una collaborazione trasversale che dimostra come il progetto non sia un’azione isolata, ma parte di una strategia più ampia di partecipazione civica.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato Daniele Caverzasio, capo del Dicastero Socialità e pari opportunità, che ha espresso con chiarezza le aspettative nei confronti di questo nuovo Consiglio: vuole che i giovani consiglieri si sentano liberi di raccontare come vivono Mendrisio e come vorrebbero vederla cambiare, anche mettendo in discussione le abitudini consolidate degli adulti. Un invito esplicito alla franchezza e all’audacia.
Secondo Caverzasio, la responsabilità degli adulti in questo processo è duplice: da un lato ascoltare davvero, senza filtri; dall’altro valutare con serietà le proposte ricevute e spiegare in modo trasparente quale seguito possano avere. Non si tratta di un esercizio simbolico, ma di un impegno concreto verso una democrazia partecipativa che include anche i più piccoli.
Giocare, incontrarsi, muoversi: la visione di una città più libera
Al centro della filosofia del progetto c’è un’idea semplice ma ambiziosa: restituire ai bambini la città. L’obiettivo dichiarato è costruire uno spazio urbano in cui i più giovani possano giocare, incontrarsi e muoversi con maggiore autonomia. Una città più sicura, più accessibile e più inclusiva, in cui il diritto al gioco e all’esplorazione non sia compresso dalla logica degli adulti o dal traffico automobilistico.
Questa visione non riguarda solo i bambini: una città che funziona per loro è una città che funziona meglio per anziani, persone con disabilità e chiunque necessiti di spazi accoglienti e a misura d’uomo. Il Consiglio delle bambine e dei bambini diventa così uno strumento di lettura critica del territorio, capace di individuare problemi che spesso sfuggono agli occhi degli adulti.
In arrivo tre eventi dedicati a ottobre 2026
Il tema della partecipazione infantile e del diritto alla città sarà al centro di tre eventi programmati a Mendrisio dal 16 al 22 ottobre 2026. Gli appuntamenti sono organizzati dall’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani del Dipartimento della sanità e della socialità, in collaborazione con la Città.
Il pubblico di riferimento è ampio e intenzionalmente diversificato: genitori, educatori, insegnanti e chiunque voglia approfondire temi come:
- L’autonomia dei bambini negli spazi urbani;
- Il diritto al gioco come elemento fondamentale dello sviluppo;
- Una nuova concezione della città come spazio condiviso e intergenerazionale.
Si tratta di un’occasione di riflessione collettiva che va oltre il confine comunale e si inserisce in un dibattito culturale più ampio su come le comunità possano evolvere tenendo conto di tutte le loro componenti.
Un piccolo consiglio con un grande mandato
Il quarto Consiglio delle bambine e dei bambini di Mendrisio è molto più di un gesto istituzionale. È la conferma di una scelta politica e culturale: riconoscere che i bambini sono già oggi parte attiva della comunità, non semplici destinatari passivi di decisioni prese dagli adulti. Dargli voce, strumenti e uno spazio reale di dialogo è un modo per costruire una democrazia più autentica e una città più giusta. E forse, ascoltandoli, gli adulti potrebbero imparare qualcosa di nuovo su come abitare meglio il mondo che condividono.



