L’operazione TROTTA: controlli mirati sulla mobilità lenta in Ticino
La stagione estiva si è chiusa con un bilancio tutt’altro che rassicurante per chi circola su e-bike e monopattini elettrici nel Canton Ticino. L’operazione TROTTA, condotta dalla Polizia cantonale in sinergia con le polizie comunali e conclusasi il 30 settembre, ha acceso i riflettori su un fenomeno in crescita: la circolazione di veicoli non conformi alle norme svizzere, spesso guidati da giovani privi dei requisiti minimi richiesti.
In appena otto giornate operative, gli agenti hanno presidiato 11 postazioni distribuite in quattro aree geografiche del cantone: il Mendrisiotto, il Luganese, il Locarnese e il Bellinzonese. Le zone scelte non sono casuali: si tratta dei punti in cui la presenza di questi mezzi è più intensa, soprattutto nelle fasce orarie frequentate dai giovani.
Il bilancio numerico: sanzioni, denunce e segnalazioni
I numeri parlano chiaro. Al termine dell’operazione, il resoconto complessivo registra:
- 35 contravvenzioni elevate a conducenti in violazione delle norme del Codice della strada
- 13 segnalazioni inviate alla Magistratura dei minorenni
- 2 denunce al Ministero pubblico per i casi più gravi
Parallelamente alle verifiche sanzionatorie, gli agenti hanno svolto un’attività di sensibilizzazione distribuendo materiale informativo e offrendo consigli pratici su sicurezza stradale e rispetto delle regole. Un approccio duplice che coniuga repressione e prevenzione.
Veicoli manomessi e potenze fuori limite: i dati tecnici
Uno degli elementi più rilevanti emersi dai controlli riguarda lo stato tecnico dei mezzi. Grazie all’utilizzo di un banco di prova a rulli – uno strumento che consente di misurare direttamente sul posto le prestazioni del veicolo – gli agenti hanno individuato irregolarità in nove casi.
Nel dettaglio:
- Cinque mezzi erano stati deliberatamente modificati dai proprietari per aumentarne le prestazioni
- Quattro veicoli non disponevano dell’omologazione necessaria per circolare sulle strade svizzere
Tra questi ultimi figuravano alcune e-bike con motori da 1.200 e 1.600 watt, ben al di sopra del tetto massimo consentito dalla normativa elvetica, che fissa il limite a 1.000 watt. Si tratta di mezzi che, per potenza e caratteristiche tecniche, non possono essere legalmente considerati biciclette elettriche a pedalata assistita.
Il caso estremo: 48 km/h su una e-bike
Il caso più eclatante dell’intera operazione ha riguardato un mezzo che durante la misurazione ha toccato la velocità di 48 km/h. Un valore quasi doppio rispetto al limite di 25 km/h previsto per le e-bike standard, e significativamente superiore anche ai 45 km/h delle S-Pedelec, categoria che richiede targa, assicurazione e casco obbligatorio. Il conducente è stato denunciato al Ministero pubblico.
Tredici minorenni fuori norma: età minima e patenti mancanti
Un capitolo a parte merita la situazione dei conducenti minorenni, che ha richiesto un’attenzione specifica da parte delle autorità. In totale, 13 giovani sono stati segnalati alla Magistratura dei minorenni per violazioni legate ai requisiti di guida.
La suddivisione per fasce d’età rivela due tipologie distinte di infrazione:
- Undici ragazzi avevano meno di 14 anni, ovvero non avevano ancora raggiunto l’età minima prevista dalla legge svizzera per guidare un ciclomotore leggero
- Due giovani tra i 14 e i 16 anni circolavano senza essere in possesso della licenza di condurre di categoria M, obbligatoria per questa fascia d’età
In uno dei tredici casi, la situazione era aggravata dal fatto che il minore guidava anche un veicolo tecnicamente non conforme alle prescrizioni vigenti.
La segnalazione alla Magistratura dei minorenni non equivale a una condanna, ma apre un procedimento che può portare a misure educative o disciplinari nei confronti del ragazzo e, in alcuni casi, anche dei genitori che hanno eventualmente consentito o favorito la conduzione del mezzo.
Le raccomandazioni della Polizia cantonale per chi usa la mobilità lenta
A margine dei risultati operativi, la Polizia cantonale ha colto l’occasione per ribadire alcune indicazioni fondamentali per chi si muove su questi mezzi, anche al di fuori dei periodi di controllo intensificato.
Sul fronte della visibilità, i punti essenziali sono:
- Tenere sempre le luci accese, indipendentemente dall’orario o dalle condizioni di luminosità
- Assicurarsi che il mezzo sia dotato di catarifrangenti funzionanti
- Indossare abbigliamento ad alta visibilità, soprattutto nelle ore serali o in condizioni di scarsa luce
Sul fronte della protezione personale, l’invito è a indossare il casco anche nei casi in cui non è obbligatorio per legge. Una raccomandazione che assume un peso specifico proprio alla luce dei casi di veicoli manomessi che possono raggiungere velocità tutt’altro che trascurabili.
Un segnale da non sottovalutare
I risultati dell’operazione TROTTA fotografano una realtà che va oltre la semplice violazione delle norme stradali. L’aumento esponenziale di e-bike e monopattini elettrici ha creato un segmento di mobilità ancora poco presidiato, in cui la soglia di attenzione – sia da parte dei conducenti sia delle famiglie – tende ad abbassarsi rispetto a quanto accade per i veicoli tradizionali.
Eppure i rischi sono reali: un mezzo manomesso che supera i 48 km/h senza protezioni adeguate, guidato da un dodicenne senza alcuna formazione, rappresenta un pericolo tanto per chi lo guida quanto per gli altri utenti della strada. I controlli stagionali sono uno strumento utile, ma la sicurezza nella mobilità lenta passa soprattutto da una cultura della responsabilità che coinvolge conducenti, genitori e comunità.



