Il settore alberghiero luganese affronta una stagione di grandi cambiamenti
Dopo la notizia dei 77 licenziamenti all’Hotel Villa Principe Leopoldo, un nuovo colpo si abbatte sull’hotellerie di lusso di Lugano. Anche Villa Sassa, la struttura hotel e spa di via Tesserete, si prepara a una lunga chiusura per lavori, con conseguenti tagli al personale che coinvolgeranno 63 dei suoi 86 dipendenti. Il dato emerge dall’incontro organizzato dalla società di gestione tra i lavoratori coinvolti e la Sezione del Lavoro cantonale.
Sommando i due alberghi, si arriva a un totale di 140 licenziamenti temporanei nel comparto dell’ospitalità luganese, una cifra che ha rapidamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Un piano da oltre 40 milioni per il rilancio di Villa Sassa
La chiusura di Villa Sassa non è improvvisata: fa parte di un progetto di riqualificazione strutturale già comunicato ai dipendenti il 17 settembre scorso. I lavori, il cui costo supera i 40 milioni di franchi, interesseranno l’intero complesso e richiederanno la sospensione di quasi tutti i servizi a partire da dicembre 2026 fino ad aprile 2027, per un totale di circa cinque mesi di stop.
Contestualmente, anche il Villa Principe Leopoldo — situato a Collina d’Oro — sarà oggetto di un intervento da 12 milioni di franchi, con un calendario di chiusura analogo. Entrambe le strutture sono gestite da Dot Life SA, la management company che include nel proprio portafoglio anche il Kurhaus Cademario.
Dot Life: “Un messaggio positivo per il territorio”
Daniele Lardi, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Dot Life, ha voluto contestualizzare la portata dei licenziamenti all’interno di una visione di lungo periodo. Durante l’incontro con il personale, ha sottolineato che l’obiettivo dell’intera operazione è quello di «preparare entrambe le strutture ai decenni a venire», trasformando quello che potrebbe sembrare un momento di crisi in un’opportunità di rilancio per l’intero territorio.
«I tagli hanno certamente un impatto sull’opinione pubblica», ha riconosciuto Lardi, «ma si deve guardare al progetto complessivo di investimento. Il messaggio è positivo». Una posizione che vuole rassicurare non solo i lavoratori coinvolti, ma anche la comunità locale preoccupata per le ricadute occupazionali.
Le misure di accompagnamento per i dipendenti
Dot Life ha presentato durante l’incontro una serie di misure concrete a sostegno dei lavoratori che perderanno il posto. Lardi ha precisato che «nulla è lasciato al caso» e che sono state studiate diverse iniziative per accompagnare il personale in questa transizione. Tra le opzioni sul tavolo:
- La possibilità, per chi lo desidera, di essere ricollocato a St. Moritz, dove la società opera in altre strutture;
- Il riconoscimento del 31 dicembre come giornata lavorativa retribuita per tutti i dipendenti, a prescindere dalla situazione contrattuale.
Si tratta di segnali che la direzione vuole mandare in un momento delicato, cercando di attenuare l’impatto umano e sociale di una decisione comunque difficile.
Disoccupazione: i passi da compiere e i diritti dei lavoratori
All’incontro ha preso parte anche Sasha Puddu, rappresentante dell’Ufficio Regionale di Collocamento (URC) di Lugano, che ha illustrato direttamente ai dipendenti le procedure da seguire per accedere all’indennità di disoccupazione. Tra i punti chiave spiegati durante la riunione:
- L’iscrizione all’URC e alla cassa di disoccupazione è obbligatoria per avviare l’iter;
- L’indennità è garantita ai lavoratori domiciliati in Svizzera fino ai 65 anni di età;
- Esistono sia misure obbligatorie che facoltative da intraprendere nel percorso di reinserimento lavorativo.
L’URC ha voluto essere presente in prima persona per garantire un’informazione chiara e tempestiva, evitando che i lavoratori si trovassero disorientati di fronte a una burocrazia che, specie per i dipendenti stranieri, può risultare complessa.
Wellness e palestra restano aperti: una continuità per la clientela
Un dettaglio non trascurabile riguarda i servizi wellness e la palestra di Villa Sassa: nonostante la chiusura dell’hotel e dei principali servizi di ristorazione e ospitalità, queste aree rimarranno operative durante tutto il periodo dei lavori. Una scelta che consente alla struttura di mantenere un legame con la propria clientela abituale e di preservare, almeno parzialmente, la presenza sul mercato locale.
Un segnale per l’intero settore turistico ticinese
Quello che sta accadendo a Lugano non è un fenomeno isolato. Il turismo di lusso, in Ticino come altrove in Svizzera, è chiamato a rinnovarsi profondamente per restare competitivo su scala internazionale. Gli investimenti complessivi delle due strutture — che superano i 52 milioni di franchi sommati — sono una scommessa importante sul futuro del territorio.
Il nodo, però, rimane quello sociale: 140 persone che si trovano senza lavoro nel giro di pochi mesi rappresentano una realtà concreta che nessun piano di rilancio può ignorare. La sfida, per Dot Life e per le istituzioni cantonali, è quella di trasformare questa fase di transizione in un’opportunità anche per chi oggi si trova a dover ricominciare.



