- Immagine con possibile rappresentazione grafica a fini illustrativi -

Dadò e la lettera anonima: la Corte dei reclami riapre il caso sulla denuncia mendace

- Pubblicità -

La Corte dei reclami penali rimette in moto il procedimento contro Dadò

Una decisione datata primo ottobre ha rimescolato le carte nel procedimento penale che coinvolge Fiorenzo Dadò, presidente del Centro in Ticino. La Corte dei reclami penali (CRP) di Bellinzona ha annullato il decreto con cui il procuratore generale Andrea Pagani aveva chiuso la partita sull’ipotesi di denuncia mendace, rinviando l’intera pratica al magistrato per ulteriori approfondimenti investigativi.

La notizia, riportata dal Corriere del Ticino, riapre formalmente una questione che sembrava destinata a risolversi solo sul fronte della falsa testimonianza. Ora, invece, anche il capitolo della denuncia mendace torna sul tavolo degli inquirenti.

Come nasce il procedimento: la lettera anonima e la Commissione giustizia

Per comprendere la portata di questa decisione, è necessario fare un passo indietro. Il procedimento a carico di Dadò era stato avviato nel novembre 2025, con due distinte ipotesi di reato: falsa testimonianza e denuncia mendace.

Al centro della vicenda vi è un episodio specifico, risalente al settembre 2024: la consegna, in seno alla Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio, di una presunta lettera anonima contenente informazioni sulla situazione interna al Tribunale penale cantonale (TPC). Dadò aveva presentato quel documento come trovato nella propria buca delle lettere, sostenendo di voler tutelare la fonte da cui proveniva.

La lettera, tuttavia, non era priva di contenuti esplosivi: al suo interno figuravano anche fotografie che Mauro Ermani aveva inviato alla sua segretaria, all’epoca ritenuta vittima di mobbing. Materiale delicato, consegnato in un contesto istituzionale di primo piano.

La decisione di marzo: falsa testimonianza sì, denuncia mendace no

Il 31 marzo scorso, il procuratore generale Pagani aveva emesso un decreto d’accusa limitato alla sola falsa testimonianza, in relazione alle dichiarazioni rese da Dadò durante le audizioni davanti allo stesso magistrato inquirente. Quel decreto era stato successivamente impugnato.

Parallelamente, Pagani aveva scelto di abbandonare l’ipotesi di denuncia mendace, ritenendo che non fosse integrato l’elemento soggettivo del reato. In altri termini, secondo il Ministero pubblico, non sarebbe stato possibile dimostrare che Dadò avesse agito con dolo diretto, ossia con la piena consapevolezza e volontà di fornire informazioni false.

Il ragionamento della Corte: la lettera potrebbe avere un autore preciso

La Corte dei reclami penali non ha condiviso questa valutazione e ha ritenuto che la vicenda meriti un esame più approfondito. Secondo la CRP, vi sono elementi che rendono verosimile una ricostruzione alternativa rispetto a quella sostenuta dalla difesa di Dadò.

In particolare, la Corte ritiene plausibile che la lettera presentata come anonima fosse in realtà stata redatta dall’ex giudice Siro Quadri, il quale l’avrebbe consegnata a Dadò insieme alle immagini. A quel punto, secondo la ricostruzione della CRP, Dadò avrebbe portato il materiale in Commissione affermando — «contrariamente al vero», si legge nel ragionamento della Corte — di averlo trovato nella cassetta postale.

Se questa ricostruzione trovasse conferma, l’elemento del dolo diretto potrebbe essere considerato presente, ribaltando la conclusione a cui era giunto il procuratore generale. Da qui la necessità di disporre nuove indagini prima di chiudere definitivamente il capitolo.

La reazione di Dadò: «Chi scoperchia la pentola viene indicato a dito»

Interpellato dai giornalisti del Corriere del Ticino, Fiorenzo Dadò ha risposto con una dichiarazione che riflette la sua posizione pubblica dall’inizio della vicenda. Il politico centrista ha affermato di aver preso atto della decisione della CRP, aggiungendo però una considerazione polemica:

«Purtroppo, come spesso accade in circostanze di tale rilevanza, il dito viene puntato contro chi scoperchia la pentola».

Una metafora che richiama la sua narrazione di fondo: quella di un politico che avrebbe portato alla luce informazioni scomode, finendo per essere lui stesso al centro dell’attenzione giudiziaria. Una posizione che i suoi sostenitori condividono, mentre i critici la leggono come un tentativo di spostare il fuoco dalla propria condotta.

Cosa succede adesso

Con il rinvio al procuratore generale, il procedimento entra in una nuova fase investigativa. Pagani dovrà approfondire le circostanze legate alla presunta lettera anonima e valutare se esistano prove sufficienti a sostenere anche l’accusa di denuncia mendace.

I punti chiave su cui si concentreranno le indagini saranno presumibilmente:

  • L’effettiva paternità della lettera consegnata in Commissione giustizia
  • Il ruolo dell’ex giudice Siro Quadri nella vicenda
  • Le modalità e le circostanze in cui Dadò è entrato in possesso del documento
  • La veridicità delle dichiarazioni rese dal politico in merito alla provenienza della lettera

Il quadro complessivo resta quindi aperto e potenzialmente destinato a nuovi sviluppi nelle prossime settimane. La decisione della CRP non rappresenta una condanna, né un giudizio di merito: si tratta di un obbligo a fare chiarezza, prima che si possa procedere in un senso o nell’altro.

Una vicenda che intreccia politica, giustizia e istituzioni ticinesi

Il caso Dadò si inserisce in un contesto più ampio di tensioni che coinvolgono il mondo giudiziario e quello politico ticinese. La figura di Mauro Ermani, le dinamiche interne al Tribunale penale cantonale, il ruolo dell’ex giudice Quadri: sono tutti elementi di una storia che da mesi tiene banco nell’agenda politica e mediatica del Cantone.

Quello che è certo è che la Corte dei reclami penali ha ritenuto prematuro chiudere il capitolo della denuncia mendace. E che Fiorenzo Dadò, presidente di un partito di governo come il Centro, dovrà rispondere anche di questa accusa davanti agli inquirenti, prima che si possa tracciare un bilancio definitivo dell’intera vicenda.

- Pubblicità -

- Pubblicità -

- Pubblicità -

CH PRESS LIVE

Le imprese ti attendono

Edilmeta – Lavori rapidi e precisi per la manutenzione interna ed esterna degli immobili

Nell'ambito dell'edilizia le ditte che si propongono sono davvero numerose ma occorre sempre affidarsi...

Bricalli Lattoniere Edile – Opere che durano nel tempo

La Bricalli Lattoniere edile Sagl è stata fondata nel 2006 grazie allo spirito imprenditoriale...

Videosorveglianza Ticino: sicurezza professionale e soluzioni innovative per proteggere abitazioni e aziende

La crescente esigenza di protezione degli ambienti privati e professionali ha portato sempre più...

- Pubblicità -