Con lo slogan «Il coraggio di cambiare», il movimento Avanti con Ticino&Lavoro ha alzato il sipario sulla propria squadra in vista delle elezioni cantonali del 11 aprile 2027. L’annuncio è avvenuto sabato 3 ottobre 2026 al Centro Talete di Lamone, davanti a militanti e simpatizzanti, in un clima di rinnovata ambizione politica.
Chi sono i cinque candidati all’Esecutivo cantonale
Il partito schiera un gruppo eterogeneo per professione, età e provenienza geografica, con l’obiettivo dichiarato di portare volti nuovi — o rinnovati — nelle stanze del potere ticinese.
- Amalia Mirante, 48 anni, Lugano – economista e docente universitaria, era già stata indicata come candidata il 23 agosto scorso. È lei il volto di punta della lista.
- Valentina Mühleman, 45 anni, Bellinzona – social media manager, nota per aver guidato la campagna referendaria contro il credito pubblico destinato alla valorizzazione della cosiddetta «Fortezza» di Bellinzona.
- Giovanni Albertini, 40 anni, Lugano – fisioterapista, fondatore e presidente di Ticino&Lavoro, attualmente deputato in Gran Consiglio.
- Evaristo Roncelli, 37 anni, Sant’Antonino – economista e sindacalista, cofondatore del movimento, anch’egli granconsigliere in carica.
- Sergio Savoia, 62 anni, Bellinzona – giornalista ed ex leader dei Verdi ticinesi, il cui ritorno sulla scena politica era stato anticipato nelle settimane precedenti all’evento.
Si tratta di una formazione che mescola competenze tecniche, radicamento territoriale e background sindacale, con profili che spaziano dall’economia alla comunicazione digitale, dalla fisioterapia al giornalismo.
Il messaggio politico: «Manca una direzione»
A fare da fil rouge degli interventi è stata la denuncia di un vuoto di visione nella politica cantonale attuale. Amalia Mirante ha articolato con chiarezza la critica al sistema: secondo la candidata, le preoccupazioni più sentite dai cittadini ticinesi — il costo della vita, i salari, i premi delle casse malati, il futuro del lavoro, la tenuta delle finanze pubbliche e la sicurezza — restano senza risposte concrete da anni.
«Manca qualcuno che sappia dove vogliamo andare», ha sottolineato Mirante, invitando gli elettori a considerare questo voto come un’opportunità reale di discontinuità. Il suo appello si è rivolto direttamente ai cittadini, presentati come gli unici soggetti capaci di aprire «le finestre delle stanze del potere» e permettere l’ingresso di «luce e aria nuova».
La retorica del cambiamento si accompagna a una critica esplicita alla gestione collegiale del Consiglio di Stato attuale, definita dal movimento come una forma di «omertà di casta» mascherata da collegialità istituzionale.
Da tre seggi in Gran Consiglio a un posto nell’Esecutivo: la sfida del salto di qualità
Avanti con Ticino&Lavoro è una realtà politica ancora giovane nel panorama cantonale. Alle elezioni del 2023, la sua prima partecipazione a una tornata cantonale, il movimento era riuscito a conquistare tre seggi in Gran Consiglio, un risultato considerevole per un esordiente.
Ora l’asticella si alza in modo significativo. L’obiettivo dichiarato per il 2027 è duplice:
- Eleggere almeno un proprio rappresentante nel Consiglio di Stato, l’organo esecutivo cantonale composto da cinque membri.
- Rafforzare la propria presenza nel Gran Consiglio, il parlamento cantonale, così da incidere in modo più concreto sulle decisioni legislative.
Si tratta di un salto ambizioso, che presuppone una crescita significativa dei consensi rispetto al 2023 e una capacità organizzativa notevolmente superiore. La presentazione di cinque candidati all’Esecutivo — il numero massimo possibile — segnala chiaramente l’intenzione di giocare una partita di primo piano.
La lista per il Gran Consiglio: i novanta nomi arriveranno in novembre
La giornata di Lamone non ha riguardato solo l’Esecutivo. Durante il meeting sono state raccolte circa cinquanta candidature per il Gran Consiglio, a conferma di un’organizzazione in espansione e di un bacino di militanti attivi in crescita.
La lista completa dei novanta candidati al legislativo cantonale sarà resa pubblica nel corso del mese di novembre, dando così al movimento alcune settimane per completare la selezione e costruire una formazione territorialmente equilibrata.
Un appello alla partecipazione civica
Al di là dei numeri e dei nomi, l’evento di Lamone ha avuto anche una valenza simbolica. Avanti con Ticino&Lavoro si propone come forza alternativa rispetto ai partiti storici del canton Ticino, con un linguaggio che punta sulla prossimità ai problemi quotidiani dei lavoratori e delle famiglie.
L’appello alla partecipazione civica è stato un elemento ricorrente negli interventi: il voto del 2027 viene presentato come una occasione concreta per costruire «tutti insieme il futuro» del cantone, lasciandosi alle spalle — nelle parole di Mirante — «una pagina triste e squallida di politica».
Con quasi sei mesi ancora di tempo prima del deposito ufficiale delle liste e oltre un anno alle urne, Avanti con Ticino&Lavoro ha già scelto di giocare d’anticipo: una strategia che punta a costruire visibilità e radicamento ben prima della campagna elettorale vera e propria.



