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Rette nelle case per anziani del Ticino: il Consiglio di Stato corregge il nuovo sistema di calcolo

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Una correzione mirata al nuovo sistema di calcolo delle rette

A pochi mesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di calcolo delle rette giornaliere nelle strutture sociosanitarie ticinesi, il Consiglio di Stato ha deciso di intervenire con un aggiustamento normativo. La decisione, adottata in via prudenziale, riguarda l’abrogazione dell’articolo 13 capoverso 3 del Regolamento concernente il computo della retta giornaliera a carico dell’ospite nelle strutture sociosanitarie riconosciute (RROsp).

In concreto, viene ripristinata la retta minima giornaliera di 84 franchi anche per i casi definiti «di rigore», ovvero quelle situazioni in cui il calcolo automatico avrebbe prodotto una tariffa inferiore a tale soglia per persone non beneficiarie di prestazioni complementari. Una misura che tocca direttamente le condizioni economiche di residenti e istituti in tutto il cantone.

Perché è nato il nuovo sistema di calcolo

Per comprendere la portata della correzione, occorre fare un passo indietro. La revisione del meccanismo di calcolo delle rette era stata pianificata nell’ambito della Pianificazione integrata LAnz-LACD 2021-2030, con obiettivi chiari e condivisibili:

  • rendere il sistema più trasparente e comprensibile per gli ospiti e le famiglie;
  • semplificare le procedure amministrative a carico degli istituti;
  • alleggerire il peso sulla cosiddetta sostanza primaria dei residenti;
  • rafforzare la base giuridica dell’intero impianto normativo.

Questi obiettivi rimangono validi. Il governo cantonale ha sottolineato che l’impianto complessivo della riforma non viene messo in discussione: si tratta di un adeguamento puntuale, non di una retromarcia.

I casi di rigore: un elemento non quantificabile in anticipo

Il nodo critico emerso nella fase applicativa riguarda proprio i casi di rigore. Quando il nuovo metodo di calcolo produce una retta teorica inferiore a 84 franchi al giorno per un ospite che non percepisce prestazioni complementari, si crea una situazione finanziariamente problematica sia per la struttura che per il sistema pubblico nel suo complesso.

A differenza dell’impatto strutturale generale del nuovo sistema — stimato preventivamente in circa 250.000 franchi annui di minori entrate — l’entità finanziaria dei casi di rigore non era quantificabile a priori. Essa dipende infatti dalla situazione patrimoniale individuale di ciascun residente e dall’esito delle verifiche legate alle prestazioni complementari: variabili per definizione difficili da prevedere su base aggregata.

Grazie alla collaborazione con Comuni e istituti, nei primi mesi di applicazione sono emersi dati concreti che hanno permesso al governo di valutare la reale portata del fenomeno e di agire di conseguenza.

Il ruolo della sostanza immobiliare

Uno degli elementi del nuovo sistema riguarda il trattamento della sostanza immobiliare e la relativa franchigia. In alcune situazioni, questo aspetto può contribuire ad abbassare la retta teorica calcolata. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha precisato che i casi di rigore non derivano automaticamente da questo solo fattore: la riduzione sotto soglia è il risultato di una combinazione di elementi legati alla situazione economica complessiva dell’ospite.

Questa precisazione è importante per evitare interpretazioni semplicistiche: la franchigia immobiliare è uno strumento di equità all’interno del sistema, non la causa principale dei problemi emersi.

Il sistema rimane in vigore, ma sarà monitorato

La scelta del governo non è quella di tornare al passato, ma di affinare uno strumento normativo che nella sua struttura fondamentale viene confermato. Il nuovo sistema di calcolo delle rette continuerà ad essere applicato nelle sue componenti principali, con un monitoraggio costante basato sui dati progressivamente disponibili.

A garantire questo presidio sarà l’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio, che manterrà un dialogo aperto con Comuni e strutture per intercettare tempestivamente eventuali criticità future. L’interlocutore di riferimento per i media e gli operatori del settore è Gabriele Fattorini, Direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie.

Un settore sotto pressione che merita attenzione

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di attenzione istituzionale verso il comparto delle cure agli anziani. Il Consiglio di Stato ha voluto espressamente riconoscere il lavoro quotidiano svolto da Comuni, case per anziani, strutture sociosanitarie e personale di cura, attori che operano in condizioni organizzative e finanziarie sempre più complesse.

La revisione normativa in atto è anche un segnale di come la gestione delle politiche per gli anziani richieda flessibilità e capacità di adattamento. Le stime teoriche elaborate in fase di studio, per quanto rigorose, possono non catturare appieno la variabilità della realtà individuale degli ospiti. La disponibilità a correggere il tiro in tempi rapidi rappresenta, in questo senso, un approccio responsabile da parte dell’esecutivo cantonale.

L’obiettivo finale: chiarezza, coerenza ed equità

Al termine di questo processo di aggiustamento, il traguardo dichiarato rimane immutato: garantire un sistema di calcolo delle rette che sia chiaro, comprensibile e coerente tanto con la situazione patrimoniale degli ospiti quanto con le esigenze operative delle strutture che li accolgono.

Per il Ticino, che affronta come molti altri cantoni svizzeri le sfide demografiche legate all’invecchiamento della popolazione, disporre di regole stabili e giuste per il finanziamento delle cure agli anziani è una priorità non rinviabile. Il percorso di riforma continua, con passo più cauto ma nella stessa direzione.

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