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Casinò di Campione d’Italia: conti in ordine o campana d’allarme? Il dibattito tra sindaco e minoranza

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La tempesta attorno al Casinò di Campione d’Italia

Nelle ultime settimane, il Casinò di Campione d’Italia — autentico pilastro economico dell’omonima enclave italiana in territorio svizzero — è finito al centro di un acceso dibattito politico e sindacale. Tutto ha avuto origine da una lettera ufficiale inviata dal direttore generale della casa da gioco ai sindacati, nella quale venivano descritti scenari tutt’altro che rassicuranti sul piano delle disponibilità finanziarie future.

Cosa ha scritto il direttore generale ai sindacati

Stando a quanto riportato da La Provincia di Como, il direttore generale Stefano Silvestri ha chiarito ai rappresentanti dei lavoratori che una serie di obblighi economici imminenti — tra cui pagamenti milionari alle casse comunali, interventi sull’edificio e il ripianamento di debiti pregressi — avrebbero ridotto in modo significativo le liquidità disponibili, con potenziali ripercussioni sulla capacità produttiva della struttura. Una comunicazione che ha inevitabilmente allertato i sindacati, spingendoli a chiedere ulteriori chiarimenti.

La risposta del sindaco: «Nessuna crisi, solo gestione ordinaria»

Il sindaco di Campione d’Italia, Luca Frigerio, ha subito cercato di ridimensionare l’episodio. Secondo il primo cittadino, le parole di Silvestri non rappresentavano un grido d’allarme, bensì un semplice richiamo alla prudenza nella gestione delle spese. «Il direttore ha elencato una serie di impegni finanziari ancora da affrontare — ha spiegato Frigerio — ma questo non significa che ci troviamo di fronte a una situazione di crisi».

A supporto di questa posizione, la direzione del Casinò e la rappresentanza sindacale hanno diffuso un comunicato congiunto, nel quale si afferma che è stato tenuto un vertice con tutte le parti sociali e che i timori circolati nei giorni precedenti sarebbero stati dissipati.

I numeri del Casinò: bilancio positivo e previsioni di crescita

Il documento ufficiale firmato da direzione e sindacati offre anche un quadro dettagliato dei risultati economici della casa da gioco, dipingendo uno scenario decisamente positivo:

  • Il bilancio 2025 si è chiuso con ricavi complessivi di circa 61 milioni di euro;
  • Il margine operativo lordo ha superato i 22 milioni di euro;
  • L’utile netto ha oltrepassato i 14 milioni di euro;
  • Per il 2026, le proiezioni indicano una crescita dei ricavi da gioco fino a circa 70 milioni di euro.

Il comunicato garantisce inoltre la stabilità occupazionale del personale, definendo «prive di fondamento» le ricostruzioni apparse su alcuni organi di stampa nelle settimane precedenti.

La minoranza consiliare: «La lettera parla chiaro»

Tuttavia, non tutti sembrano convinti dalla versione ufficiale. La capogruppo della minoranza in consiglio comunale, Barbara Marchesini, ha preso nettamente le distanze dalla narrazione del sindaco e della direzione, sollevando una questione di coerenza logica che appare difficile da ignorare.

«Le preoccupazioni emerse — ha dichiarato Marchesini — non derivano da indiscrezioni o voci di corridoio, ma da una lettera ufficiale firmata dal direttore generale del Casinò. Di fronte a questo dato oggettivo, si aprono solo due possibilità: o quella lettera contiene affermazioni prive di riscontro reale, oppure il comunicato congiunto, pur senza smentire esplicitamente le criticità emerse, attribuisce ad altri responsabilità che sono invece scritte nero su bianco dal direttore stesso».

Una critica puntuale, che mette in luce una contraddizione di fondo: se la situazione è davvero solida come descritto nel comunicato ufficiale, perché il direttore avrebbe usato termini così forti nella comunicazione interna ai sindacati, parlando di impatto «pesante» sulle capacità produttive e di necessità di «rivedere le previsioni»?

Un caso che riflette la fragilità strutturale dell’enclave

Al di là delle polemiche politiche locali, la vicenda mette in luce la dipendenza quasi totale di Campione d’Italia dalle sorti del Casinò. L’enclave, geograficamente separata dal resto d’Italia e circondata dal territorio svizzero, trae la quasi totalità delle proprie entrate dalla casa da gioco. Qualsiasi segnale di instabilità finanziaria — reale o percepita — è destinato a generare allarme, tanto tra i lavoratori quanto tra gli amministratori locali.

Non è la prima volta che il Casinò di Campione d’Italia si trova al centro di tensioni. In passato, la struttura ha attraversato una grave crisi che aveva portato persino alla procedura di fallimento, poi superata con la riapertura sotto nuova gestione. Un precedente che rende comprensibile la sensibilità di sindacati e opposizione di fronte a comunicazioni che, seppur inquadrate come ordinaria amministrazione, contengono riferimenti a vincoli finanziari significativi.

Trasparenza o rassicurazioni di facciata?

Il nodo della questione resta aperto. Da un lato, i numeri di bilancio presentati nel comunicato congiunto sembrano effettivamente solidi e in crescita. Dall’altro, la lettera interna di Silvestri — un documento ufficiale, non un’interpretazione giornalistica — descriveva uno scenario di pressione finanziaria non trascurabile.

La minoranza chiede chiarezza su questo punto, e la richiesta appare legittima: in un contesto istituzionale dove la trasparenza è fondamentale, non è sufficiente bollare come infondate le preoccupazioni quando queste nascono da comunicazioni ufficiali interne. Sarà il tempo — e i prossimi rendiconti finanziari — a chiarire se le rassicurazioni fornite corrispondevano alla realtà o se celavano difficoltà che la politica locale preferiva non ammettere apertamente.

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