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FC Lugano-Lucerna: corteo di tifosi ospiti, strade bloccate e interrogativi sui costi per la città

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Una partita, una città in attesa: il piano della Polizia per la gestione del corteo

Sabato 8 ottobre 2026 lo stadio di Cornaredo ospiterà il match tra FC Lugano e FC Lucerna, con calcio d’inizio fissato alle 18. Ma prima ancora che le squadre scendano in campo, sarà la città stessa a doversi preparare: la Polizia della Città di Lugano ha reso noto un piano articolato di gestione del traffico che toccherà diversi quartieri, in particolare il comparto di Cornaredo e Molino Nuovo, nonché il corridoio tra la stazione FFS e via San Gottardo.

L’arrivo dei sostenitori lucernesi in corteo non è una novità nel calcio svizzero, ma ogni volta richiede un dispiegamento di risorse umane e logistiche significativo. E questa volta, più che in passato, la questione finisce sotto la lente della politica locale.

Il percorso del corteo: orari e strade coinvolte

Secondo le indicazioni fornite dalle autorità, i tifosi ospiti si sposteranno a piedi dalla stazione ferroviaria verso lo stadio nel pomeriggio. Il movimento è previsto tra le 16 e le 17.30 circa, con le prime restrizioni già operative dalle 15.50, quando il piazzale della stazione di Lugano sarà interdetto al trasporto pubblico.

Il percorso seguito dal corteo toccherà le seguenti vie:

  • Via San Gottardo, nel tratto compreso tra il tunnel di Besso e via Tesserete (direzione nord)
  • Via Tesserete
  • Via Torricelli
  • Via Trevano, fino al parcheggio sud dello stadio di Cornaredo

Su tutto questo tragitto sarà imposto un blocco totale della circolazione. Gli automobilisti dovranno mettere in conto attese stimate tra i 15 e i 30 minuti, a seconda del momento e del punto in cui si troveranno.

Dopo il fischio finale: i disagi si ripetono

Le restrizioni non si esauriranno al momento del calcio d’inizio. Al termine della partita, intorno alle 20, il corteo riprenderà il cammino in senso inverso, dallo stadio verso la stazione FFS, ripercorrendo lo stesso itinerario dell’andata. Questo significa che anche chi si trova in zona nelle ore serali dovrà fare i conti con blocchi temporanei e rallentamenti.

La Polizia segnala inoltre che, dopo il triplice fischio, potrebbero verificarsi rallentamenti su via Ciani. In base all’affluenza dei tifosi locali in uscita dallo stadio, non si esclude una chiusura parziale di questa strada.

La consigliera Tamara Merlo porta la questione in Municipio

Se le restrizioni al traffico sono una conseguenza prevedibile di ogni grande evento sportivo, ciò che emerge con forza questa volta è la dimensione economica dell’operazione. A sollevare il tema è stata Tamara Merlo, consigliera comunale del movimento Più Donne, che ha presentato un’interrogazione formale al Municipio di Lugano.

Le domande poste dalla consigliera sono precise e concrete. Merlo chiede innanzitutto di quantificare l’entità delle limitazioni alla circolazione imposte in occasione di ogni corteo di tifosi. Ma soprattutto vuole sapere quanto costa effettivamente alla città organizzare questi interventi, considerando:

  • il dispositivo di sicurezza dispiegato dalla Polizia
  • la gestione del traffico e la segnaletica temporanea
  • le operazioni di pulizia degli spazi pubblici dopo il passaggio dei supporter
  • il ripristino della normale viabilità

C’è poi una domanda ancora più diretta: una parte di questi costi viene fatturata all’FC Lugano? In altre parole, il club calcistico contribuisce economicamente alle spese che la città sostiene per garantire ordine e sicurezza in occasione delle sue partite casalinghe?

Un dibattito che riguarda molte città europee

La questione sollevata da Merlo non è inedita nel panorama del calcio europeo. In molte città svizzere e non solo, il tema del riparto dei costi tra enti pubblici e società sportive private è oggetto di discussione. Da un lato, le squadre di calcio generano introiti considerevoli attraverso i diritti televisivi, le sponsorizzazioni e la vendita dei biglietti. Dall’altro, sono le amministrazioni comunali — e quindi i contribuenti — a sostenere le spese operative per la gestione dell’ordine pubblico e della viabilità durante le partite.

La questione non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche quello della responsabilità condivisa: fino a che punto una società sportiva professionistica deve farsi carico degli effetti che la propria attività genera sulla città che la ospita?

In attesa delle risposte

Per ora, l’interrogazione di Tamara Merlo rimane senza risposta. Il Municipio di Lugano dovrà pronunciarsi nei tempi previsti dalle procedure consiliari. Nel frattempo, gli abitanti di Cornaredo, Molino Nuovo e dei quartieri attraversati dal corteo dovranno semplicemente adattarsi ai disagi di sabato.

Quello che è certo è che episodi come questo tendono a fare emergere domande che vanno ben oltre la singola partita: come si gestisce il rapporto tra grandi eventi sportivi e vita quotidiana cittadina? Chi paga, davvero, il costo di una domenica di calcio?

Le risposte, almeno quelle ufficiali, sono ancora attese.

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