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Le colline delle origini: Losone e Ascona lanciano un progetto per valorizzare natura, storia e sentieri tra i ghiacciai

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Un territorio millenario torna al centro dell’attenzione

Alle spalle del lago Maggiore, tra le colline che separano Losone e Ascona, si cela un paesaggio che pochi conoscono davvero. Rocce scolpite dai ghiacciai, ruscelli che percorrono antiche vallate, grotte nascoste e tracce di insediamenti risalenti all’età del ferro: un patrimonio naturale e storico straordinario, custodito a pochi passi dalla zona urbana. Oggi quel patrimonio ha un nome ufficiale e un progetto dedicato: Le colline delle origini.

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente ad Arcegno e nasce dalla collaborazione tra i Comuni di Losone e Ascona e i rispettivi Patriziati, con il sostegno della Fondazione Turismo Lago Maggiore. L’obiettivo è rendere accessibile e comprensibile un’area verde di grande valore, oggi inclusa nell’inventario federale dei paesaggi di importanza nazionale.

Un paesaggio plasmato dal tempo

Chi cammina tra queste colline si trova immerso in un ambiente che racconta ere geologiche lontanissime. Le cosiddette rocce montonate — superfici levigate e modellate dall’azione dei ghiacciai — disegnano forme insolite che ancora oggi stupiscono chi le osserva con attenzione. I nomi delle colline, come Balladrüm, Monte Verità, Maia, Gratena e Barbescio, evocano memorie antiche e testimoniano radici culturali profonde, legate già all’età del ferro.

A completare il quadro naturalistico, le vallate solcate da corsi d’acqua e un’alternanza di boschi, prati e aree di particolare interesse biologico. Non è un caso che quest’area abbia ricevuto riconoscimento a livello federale: si tratta di uno spazio raro, capace di unire geodiversità, biodiversità e stratificazioni storiche in modo pressoché unico nel contesto del Locarnese.

Sentieri tematici per ogni tipo di visitatore

Uno degli elementi più concreti del progetto è la realizzazione di una nuova cartellonistica informativa, posizionata nei principali punti di accesso e nelle aree di intermodalità. I pannelli guidano i visitatori lungo percorsi differenziati, pensati per rispondere a interessi e livelli di esperienza diversi:

  • Percorso didattico-naturalistico della riserva Bosco di Maia
  • Percorso energetico di Arcegno
  • Sentiero delle Felci
  • Sentiero dei Pini
  • Sentiero delle Betulle
  • Sentiero della Biodiversità
  • Nuovo Sentiero alla scoperta del territorio

Oltre ai percorsi, la segnaletica informa i visitatori sui servizi disponibili lungo i tracciati: fontane, servizi igienici pubblici, postazioni di bike-sharing e connessioni con i mezzi di trasporto pubblico. Un’attenzione concreta alla fruibilità, che rende questi itinerari percorribili in tutte le stagioni dell’anno.

Educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità

Il progetto non si limita alla fruizione individuale del paesaggio. Due strutture già presenti nell’area — il Palco Maia e la Scuola nel bosco — sono dedicate ad attività di educazione ambientale, con un’attenzione specifica al mondo scolastico.

Il sindaco di Ascona, Giorgio Gilardi, ha sottolineato con convinzione il ruolo che esperienze di questo tipo possono svolgere nella formazione dei più giovani: la scuola, ha spiegato, ha sempre più bisogno di uscire dalle aule per entrare in contatto diretto con la realtà che la circonda. Le colline delle origini offrono esattamente questo: un laboratorio a cielo aperto, ricco di stimoli scientifici, storici e naturalistici.

La municipale di Losone, Nathalie Ghiggi Imperatori, ha invece evidenziato la dimensione comunitaria dell’iniziativa. Oltre ai sentieri già disponibili, i quattro enti promotori intendono organizzare in futuro incontri tematici e attività di scoperta guidata, aperte sia agli abitanti del territorio sia ai visitatori più appassionati. L’ambizione è costruire un legame duraturo tra la comunità locale e questo patrimonio troppo spesso ignorato.

Il presidente del Patriziato di Losone, Carlo Ambrosini, ha inquadrato il progetto in una prospettiva più ampia, quella del dialogo tra conservazione ambientale, educazione e conoscenza diretta del territorio. Un approccio che integra realtà come la riserva del Parco Maia con una visione di sviluppo sostenibile e partecipato.

Le colline nascondono anche elementi di grande interesse culturale: antiche chiese, grotte, fornaci e paesaggi che parlano di secoli di vita umana intrecciata con la natura. Un patrimonio che, pur trovandosi letteralmente a due passi dai centri abitati, rischia di restare invisibile senza strumenti adeguati di valorizzazione e comunicazione.

Una mappa interattiva per orientarsi

Per facilitare la pianificazione delle uscite, è stato realizzato un sito dedicato — www.collineorigini.ch — che mette a disposizione tutte le informazioni pratiche sui percorsi e una mappa interattiva per orientarsi nel territorio. Uno strumento utile sia per i residenti che vogliono riscoprire il proprio ambiente, sia per i turisti alla ricerca di esperienze autentiche lontane dai circuiti più battuti.

Il progetto Le colline delle origini rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra enti pubblici e patriziati possa produrre risultati tangibili per la comunità, valorizzando risorse già presenti sul territorio senza consumare nuovo suolo. Un modello che potrebbe ispirare iniziative simili in altri contesti del Ticino.

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