Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha avviato la consultazione sulle modifiche di alcune ordinanze ambientali in Svizzera. La consultazione riguarda l’ordinanza sui siti contaminati, l’ordinanza sulla protezione delle acque, l’ordinanza sulle foreste e l’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici. La consultazione è iniziata il 15 giugno 2023 e durerà fino al 6 ottobre 2023.
In Svizzera, ci sono circa 38.000 siti inquinati, di cui si stima che circa 4.000 debbano essere risanati. Oltre ai materiali fortemente contaminati, in una dozzina di progetti di risanamento vengono prodotte grandi quantità di materiale di scavo inquinato. Tuttavia, questo materiale non può essere smaltito con metodi consolidati e a costi ragionevoli.
I cantoni svizzeri hanno richiesto che nel caso di progetti di risanamento di ampia portata sia possibile, con l’accordo della Confederazione, ricollocare il materiale di scavo nel sito risanato. Questo riguarda casi singoli e sono previste determinate condizioni. Ad esempio, l’ambiente deve risultare nel complesso meno inquinato di quanto non lo sarebbe senza il ricollocamento del materiale e deve essere possibile escludere una nuova necessità di sorveglianza o di risanamento. Nell’ordinanza sui siti contaminati (OSiti) devono essere definiti i requisiti per detto ricollocamento.
L’ordinanza sulla protezione delle acque riguarda la protezione delle acque superficiali e sotterranee dalla contaminazione. La consultazione riguarda la modifica dell’ordinanza per adeguarla alle nuove esigenze del territorio svizzero.
L’ordinanza sulle foreste riguarda la protezione delle foreste svizzere dalla distruzione e dal degrado. La consultazione riguarda la modifica dell’ordinanza per adeguarla alle nuove esigenze del territorio svizzero.
L’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici riguarda la salvaguardia della salute umana e dell’ambiente dalla pericolosità dei prodotti chimici. La consultazione riguarda l’adattamento delle norme sui prodotti refrigeranti e pile ai regolamenti dell’UE e allo stato della tecnica. L’immissione sul mercato di nuovi impianti contenenti prodotti refrigeranti particolarmente dannosi per il clima deve essere limitata per rispettare gli obiettivi concordati a livello internazionale nell’ambito del Protocollo di Montreal.
Dal 2008, Confederazione e Cantoni definiscono congiuntamente in accordi programmatici gli obiettivi da raggiungere e i sussidi che la Confederazione stanzia a tal fine. Per il prossimo periodo programmatico (2025-2028), nell’ambito di questi accordi è necessaria soltanto una proroga di quattro anni delle disposizioni transitorie nei settori delle acque (rivitalizzazione) e delle foreste (protezione delle foreste).




