La Lega dei Ticinesi esprime incredulità di fronte all’interrogazione del deputato Claudio Isabella, rappresentante del Centro, in merito ai recenti tentativi di furto a Biasca e al clima di crescente insicurezza che preoccupa i cittadini.
Un tema fondamentale, quello della sicurezza, sul quale la Lega si impegna da sempre, sia all’interno del Gran Consiglio, sia con iniziative concrete sul territorio. Tuttavia, non si può tacere di fronte a quella che appare come una vera e propria contraddizione politica, che oggi si traduce in allarmismi tardivi.
Le contraddizioni del Centro: tra frontiere aperte e allarme criminalità
Vale la pena ricordare che il partito oggi chiamato “Centro” è stato tra i principali sostenitori di politiche che, secondo la Lega, hanno progressivamente minato la sicurezza:
- Facilitazioni nelle naturalizzazioni, senza i dovuti controlli;
- Promozione delle frontiere aperte, che ha ridotto il controllo sugli ingressi;
- Tagli agli organici delle forze dell’ordine, indebolendo la prevenzione;
- Campagne di critica verso la polizia, in nome del “politicamente corretto”.
Nonostante tutto ciò, oggi lo stesso partito sembra sorprendersi dell’aumento di furti, violenze e del disagio sociale. Una situazione che, secondo la Lega, era prevedibile e conseguenza diretta di scelte politiche sbagliate.
La posizione della Lega: tolleranza zero e sicurezza reale
Da sempre, la Lega dei Ticinesi sostiene un approccio rigoroso per garantire la sicurezza nel Canton Ticino, proponendo:
✔️ Maggiore presenza di polizia sul territorio;
✔️ Regole chiare e pene certe;
✔️ Controllo efficace delle frontiere, per fermare ingressi irregolari;
✔️ Difesa della fiducia nelle istituzioni e negli strumenti di sicurezza.
La Lega ribadisce che la sicurezza non può essere affrontata a fasi alterne, né si può accendere l’allarme solo quando fa comodo a fini politici. La protezione dei cittadini deve essere una priorità quotidiana, indipendente dalle convenienze elettorali.




