Berna, 24 giugno 2025 – Come influisce la densificazione edilizia sulla composizione sociale delle città svizzere? Lo rivela lo studio «Attività edilizia ed estromissione nelle grandi agglomerazioni svizzere», commissionato dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) e realizzato dal Politecnico di Zurigo.
La ricerca ha analizzato l’evoluzione urbanistica nei cinque principali agglomerati del Paese: Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo. Negli ultimi vent’anni, la quota di nuove abitazioni realizzate all’interno del perimetro urbano esistente è aumentata sensibilmente, grazie soprattutto a costruzioni sostitutive, ampliamenti e alla riconversione di ex aree industriali e commerciali. Edificare su terreni finora liberi è ormai un’eccezione.
Città più dense, meno spazi liberi
Se nei primi anni 2000 la riconversione di zone industriali era un fenomeno marginale, oggi può rappresentare fino al 63% delle nuove costruzioni. Emblematico il caso di Basilea, dove tra il 2020 e il 2023 circa il 15% dei nuovi edifici abitativi è sorto su ex aree industriali o commerciali, ospitando il 24% di tutte le nuove abitazioni.
Densificazione efficace, ma non uniforme
Nonostante un calo nel numero assoluto di nuove costruzioni, il saldo netto di abitazioni (quelle effettivamente aggiunte al patrimonio abitativo) è cresciuto, specialmente grazie alle costruzioni sostitutive. Tuttavia, il fenomeno varia da città a città: Basilea, Losanna e Ginevra risultano più efficaci, con un rapporto tra abitazioni demolite e nuove unità che va da 1,6 a 2 volte superiore rispetto a Zurigo o Berna.
Estromissione: chi paga il prezzo sociale?
Il processo di densificazione comporta anche conseguenze sociali, in particolare per i locatari di lunga data. Tra il 2015 e il 2020, il fenomeno dell’estromissione – ovvero lo sfratto a seguito di demolizioni o risanamenti integrali – ha coinvolto l’1,02% della popolazione residente nell’agglomerato di Zurigo e solo lo 0,08% a Ginevra.
Sorprendentemente, nonostante l’intensa attività edilizia, l’estromissione ha colpito meno persone in Svizzera romanda rispetto alla Svizzera tedesca. Va però precisato che in media, tra il 43,6% e il 64,1% degli sfrattati è riuscito a trovare una nuova abitazione nello stesso comune.
I più vulnerabili sono le economie domestiche a basso reddito: il reddito medio degli estromessi risulta tra il 30,5% e il 39,6% inferiore rispetto alla popolazione generale. Al contrario, gli inquilini delle nuove abitazioni sostitutive hanno redditi tra il 14,6% e il 38,7% più alti.
Particolarmente colpite risultano persone con background migratorio, in particolare richiedenti l’asilo, rifugiati riconosciuti e individui nati in Paesi africani, categorie che incontrano maggiori difficoltà nel reperire alloggi a prezzi accessibili.




