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24 ore su 24 le notizie politiche del Canton Ticino e della Svizzera

Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Trattato con l’UE e acquisto F-35: ancora una volta la Svizzera penalizzata

Promesse tradite e contratti svantaggiosi: la popolazione viene presa in giro

Durante la votazione sull’acquisto dei jet militari F-35 nel 2020, il Consiglio federale aveva garantito un prezzo fisso di 6 miliardi di franchi. Oggi, a distanza di pochi anni, emerge che il costo reale supererà di oltre un miliardo le previsioni. Un fatto grave che mette in discussione la capacità negoziale e la trasparenza del Consiglio federale e dell’amministrazione.

Il trattato con l’UE: un altro esempio di negoziato a sfavore della Svizzera

La stessa dinamica si ripete nel contesto del nuovo accordo istituzionale tra la Svizzera e l’Unione Europea. Nonostante le rassicurazioni ufficiali, il Consiglio federale ha negoziato un contratto mastodontico di 1800 pagine, presentandolo come vantaggioso per il nostro Paese. Tuttavia, è evidente che si tratta di un trattato che limita l’indipendenza e la democrazia svizzera, subordinando il nostro ordinamento giuridico a Bruxelles.

L’invito è chiaro: non lasciatevi ingannare! Ancora una volta, dietro slogan rassicuranti si cela un accordo che compromette la sovranità nazionale.


Il caso F-35: l’eredità disastrosa di Viola Amherd

Il caos sull’acquisto dei caccia F-35 porta il nome di Viola Amherd, ex consigliera federale e ministra della difesa. I gravi errori sotto la sua gestione parlano da soli:

✅ Progetti fondamentali per la sicurezza sono stati trascurati.
✅ I vertici dell’esercito si sono concentrati su temi come biodiversità e questioni di genere, dimenticando l’essenziale: munizioni, equipaggiamenti e mezzi adeguati per i nostri soldati.
✅ Il caso di corruzione alla RUAG, con danni milionari, completa il quadro di cattiva gestione.


La sicurezza della Svizzera deve tornare prioritaria

In un mondo instabile e sempre più minaccioso, la sicurezza della Svizzera e dei suoi cittadini non può essere messa in secondo piano. L’UDC lo ribadisce con forza: serve un esercito forte, moderno ed equipaggiato, capace di garantire la difesa nazionale e di proteggere la popolazione.

Il Consiglio federale deve agire subito, senza ulteriori promesse vuote o compromessi svantaggiosi.

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