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Haara: ‘Baccano’ è la tarantella elettrica che anticipa il nuovo album della band ticinese

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Gli Haara tornano con un nuovo singolo carico di energia rituale

Il 25 settembre scorso la scena musicale ticinese si è arricchita di un nuovo tassello. Gli Haara, giovane band di Lugano, hanno rilasciato il singolo “Baccano”, distribuito dall’etichetta locale Rattler Records. Un brano che conferma la loro identità sonora unica, capace di mescolare tradizioni musicali antiche con un’estetica moderna e visionaria.

Non si tratta di un esordio improvvisato: gli Haara hanno già dimostrato in passato di saper maneggiare con cura le proprie influenze, costruendo un folk psichedelico che unisce percussioni ancestrali, chitarra elettrica e un’atmosfera densa di significato. Con questo nuovo lavoro, alzano ulteriormente l’asticella.

Cosa si nasconde dietro il titolo ‘Baccano’

A prima vista il termine potrebbe richiamare semplicemente il frastuono quotidiano, il chiasso della città. Ma gli Haara vanno ben oltre la superficie. La parola affonda le radici nell’antica Roma: i Baccanali erano le celebrazioni notturne dedicate a Bacco, il dio del vino e dell’estasi, durante le quali i partecipanti danzavano, urlavano e si abbandonavano a un caos liberatorio, molto simile — per spirito — al carnevale medievale.

È questa l’atmosfera che il brano cerca di ricreare: un vortice sonoro che trascina l’ascoltatore indietro nel tempo, dentro la notte dei tempi, tra fuochi, danze sfrenate e un senso di vita pulsante al limite del rito magico. La band stessa descrive il pezzo come:

  • Una tarantella elettrica, con tutto il peso ritmico che questo implica
  • Un brano potente ed epico, capace di costruire tensione progressiva
  • Un’esperienza psichedelica e sanguinante, viscerale e primitiva

Il motore del brano è la componente percussiva, che scandisce il ritmo come un battito tribale. A completare l’architettura sonora interviene la chitarra elettrica, che accompagna l’ascoltatore fino all’ultimo secondo del pezzo senza mai allentare la presa.

Un mantra per affrontare la battaglia: il testo e le voci

Il testo, scritto in inglese, non è una semplice narrazione. Si tratta di un vero e proprio mantra preparatorio: le parole scandiscono un rito spirituale prima del combattimento, un momento in cui i protagonisti abbandonano ogni controllo e si affidano completamente al Destino, inteso come entità soprannaturale che governa il filo dell’esistenza umana.

A dare vita a questo testo sono due voci che si intrecciano. Una di queste appartiene a Robert Gardner, antropologo e regista statunitense noto a livello internazionale per il documentario Dead Birds (1963). Quell’opera è considerata un punto di riferimento nel cinema etnografico: Gardner vi documentò le guerre rituali del popolo Dani, nella Nuova Guinea Occidentale, con uno sguardo tanto rispettoso quanto affascinato. Il coinvolgimento della sua voce in questo brano non è casuale — è un ponte simbolico tra mondi, epoche e culture legate dal filo comune del rito.

Il videoclip: giorno e notte, preparazione e rito

A dare immagini concrete alle suggestioni del brano ci pensa il videoclip firmato da Alessandro di Blasi. La regia articola il racconto visivo attorno a due poli narrativi ben distinti:

  • Il giorno: la preparazione silenziosa al rito, con la luce solare che illumina gesti carichi di significato
  • La notte: il rito che prende vita, tra fuoco, scene di combattimento e danze vorticose

Il risultato è un prodotto visivo coerente con l’identità della band: evocativo, denso di simbolismo, capace di amplificare l’esperienza sonora senza sovrastarla.

Novembre si avvicina: in arrivo il secondo album degli Haara

“Baccano” non è un singolo isolato, ma il primo capitolo di un racconto che si concluderà — o meglio, si aprirà — con l’uscita del secondo album degli Haara, intitolato A Dance of Life and Death, previsto per il mese di novembre. Il titolo stesso suggerisce una continuità tematica con quanto esplorato nel singolo: la vita e la morte come forze in perpetuo movimento, il rito come spazio in cui queste due polarità si incontrano.

Prima dell’album, la band pubblicherà anche un secondo singolo anticipatorio dal titolo “Solstice”. Il momento solstiziale — punto di svolta astronomico, ma anche simbolico — sembra un’altra tessera perfettamente inserita nel mosaico concettuale che gli Haara stanno costruendo con meticolosità.

Una band ticinese con una visione musicale fuori dal comune

Ciò che rende gli Haara un progetto interessante nel panorama musicale svizzero — e non solo — è la loro capacità di operare su più livelli contemporaneamente. C’è la cura per il suono, che attinge a tradizioni musicali lontane nel tempo e nello spazio. C’è l’attenzione al testo, che non è mai decorativo ma costruisce narrazioni dense. E c’è la consapevolezza visiva e concettuale, che trasforma ogni uscita discografica in un’esperienza multisensoriale.

Con Rattler Records al loro fianco e un album ormai alle porte, la band di Lugano sembra pronta a fare un passo decisivo. “Baccano” è la dichiarazione d’intenti: rumorosa, ancestrale, e assolutamente deliberata.

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