Pensioni più alte dal 2025: il Consiglio federale adegua le rendite AVS/AI
A partire dal 1° gennaio 2025, i pensionati svizzeri riceveranno un assegno mensile leggermente più consistente. Il Consiglio federale ha infatti approvato l’adeguamento delle rendite AVS e AI all’evoluzione del costo della vita e dei salari, con un incremento dell’1,59% calcolato secondo il cosiddetto indice misto, la media aritmetica tra l’indice dei prezzi e quello dei salari. Si tratta del primo ritocco dopo due anni dall’ultimo adeguamento.
I nuovi importi delle rendite minime e massime
Nel concreto, la rendita minima mensile passerà dagli attuali 1.260 franchi a 1.280 franchi, con un aumento di 20 franchi. Chi beneficia della rendita massima — ovvero coloro che possono vantare una durata contributiva completa — vedrà invece l’importo salire da 2.520 a 2.560 franchi al mese.
Cambiano anche i contributi minimi per alcune categorie di lavoratori:
- Il contributo minimo per lavoratori indipendenti e persone senza attività lucrativa (AVS, AI e IPG) passerà da 530 a 541 franchi annui.
- Il contributo minimo per l’AVS/AI facoltativa salirà da 1.010 a 1.030 franchi l’anno.
Previdenza professionale: cosa cambia per il secondo pilastro
Gli adeguamenti delle rendite AVS producono, come da meccanismo di legge, effetti a cascata anche sulla previdenza professionale obbligatoria (LPP). In particolare:
- La deduzione di coordinamento aumenta da 26.460 a 26.880 franchi.
- La soglia d’entrata alla cassa pensioni sale da 22.680 a 23.040 franchi.
Sul fronte del risparmio individuale, chi aderisce al pilastro 3A potrà dedurre fiscalmente fino a 7.373 franchi (rispetto agli attuali 7.258) se dispone già di un secondo pilastro. Per chi invece non è affiliato a una cassa pensioni, il limite massimo di deduzione salirà da 36.288 a 36.864 franchi.
Il costo complessivo per la Confederazione e i Cantoni
L’adeguamento delle rendite comporta naturalmente un aumento della spesa pubblica. Il Consiglio federale stima un incremento complessivo di circa 1,055 miliardi di franchi, così ripartiti:
- 940 milioni a carico dell’AVS, di cui 190 milioni sostenuti dalla Confederazione (pari al 20,2% delle uscite totali dell’assicurazione).
- 115 milioni per l’AI, con 44 milioni a carico federale (37,7% delle uscite).
Prestazioni complementari: aggiornati anche i massimali annui
Le modifiche toccano anche le prestazioni complementari e transitorie, che coprono il fabbisogno vitale di chi non riesce a vivere con la sola rendita. I nuovi importi annui saranno:
- 21.000 franchi per le persone sole (attualmente 20.670).
- 31.500 franchi per le coppie coniugate (attualmente 31.005).
- 10.980 franchi per i figli di età superiore agli 11 anni.
- 7.710 franchi per i minori di 11 anni.
Questi ritocchi genereranno spese aggiuntive per circa 7 milioni di franchi a carico della Confederazione e 4 milioni a carico dei Cantoni.
Più risorse anche per Pro Senectute e Pro Infirmis
Il pacchetto di misure prevede inoltre un aggiornamento dei sussidi destinati alle organizzazioni di utilità pubblica che operano a favore di anziani e persone con disabilità. Il contributo federale a Pro Senectute salirà da 16,5 a 21 milioni di franchi annui, adeguandosi all’evoluzione dei prezzi dal 1993. Analogamente, il sussidio a Pro Infirmis crescerà da 14,5 a 16,5 milioni di franchi, con un adeguamento che parte dal 2003.
Il dibattito in Ticino: le prestazioni cantonali sono al passo?
Sul piano politico locale, la questione non manca di suscitare riflessioni. Danilo Forini, deputato socialista e presidente della Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio ticinese, accoglie positivamente la decisione federale, riconoscendo che il costo della vita mette sempre più sotto pressione i bilanci familiari.
Tuttavia, Forini pone una domanda che andrà presto sul tavolo della commissione: il Consiglio di Stato ticinese procederà a sua volta ad adeguare le prestazioni sociali cantonali? Tra queste figurano gli assegni familiari e i forfait dell’aiuto sociale, che non vengono ritoccati dal 2024. Ancora più critica appare la situazione degli importi destinati a chi vive in case per anziani o strutture per disabili: stando a quanto segnalato dal deputato, tali importi non sarebbero stati aggiornati da almeno 35 anni.
La questione dell’adeguamento delle prestazioni sociali al rincaro si conferma quindi un tema caldo anche a livello cantonale, destinato a tornare al centro del dibattito politico ticinese nelle prossime settimane.



