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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Il rischio di rifiuti nucleari in Australia con l’accordo AUKUS

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Secondo quanto riportato da The Guardian, l’Australia rischia di diventare un “portale avvelenato” per i rifiuti radioattivi internazionali a causa dell’accordo AUKUS, istituito nel 2021 tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia. Questo accordo mira a facilitare il trasferimento di tecnologia militare tra i tre alleati, con l’impegno militare americano ad aiutare Canberra a ottenere sottomarini a propulsione nucleare.

Le implicazioni delle nuove leggi

Tuttavia, secondo il rapporto del Guardian, le nuove leggi per istituire un quadro di sicurezza per i sottomarini a propulsione nucleare pianificati dall’Australia potrebbero anche consentire agli Stati Uniti e al Regno Unito di inviare rifiuti. Entrambi i paesi sembrano avere difficoltà a gestire i propri rifiuti a causa della mancanza di strutture a lungo termine per rifiuti di alto livello. Canberra ha presentato il disegno di legge sulla sicurezza nucleare navale dell’Australia lo scorso novembre. Se approvato, istituirebbe un organismo di vigilanza sulla sicurezza nucleare e consentirebbe la creazione di strutture di propulsione nucleare navale, compresa la conservazione o lo smaltimento dei rifiuti radioattivi dei sottomarini AUKUS.

Le preoccupazioni e le critiche

La questione dello smaltimento dei rifiuti è stata definita “molto preoccupante” da Dave Sweeney, responsabile della campagna nucleare senza nucleare della Australian Conservation Foundation. Ha suggerito che i partner AUKUS potrebbero considerare l’Australia come “un po’ una terra nullius radioattiva”, specialmente se vista nel contesto della questione contestata e ancora irrisolta della gestione dei rifiuti di livello intermedio interni, il chiaro fallimento dei nostri partner AUKUS nel gestire i propri rifiuti navali, il potenziale di questo disegno di legge di essere un portale avvelenato per i rifiuti internazionali e il fallimento della difesa nel affrontare efficacemente i flussi di rifiuti esistenti, in particolare PFAS [sostanze tossiche per e polifluoroalchiliche].

Reazioni e prospettive future

Il ministro della Difesa australiano Richard Marles ha precedentemente accusato i Verdi di “spargere panico” su preoccupazioni simili legate ai rifiuti radioattivi, ha scritto The Guardian. Marles avrebbe affermato che il governo non accetterebbe i rifiuti dagli altri paesi. Secondo un recente rapporto Politico, il partenariato per la sicurezza AUKUS potrebbe essere ampliato entro la fine dell’anno per includere Canada e Giappone. Anche India, Nuova Zelanda e Corea del Sud sono stati proposti come potenziali membri.

Contesto geopolitico e reazioni internazionali

I partner AUKUS sostengono che il blocco non è un’alleanza militare formale e si concentra esclusivamente sulla condivisione della tecnologia. Nel frattempo, la Cina ha condannato il progetto come un tentativo di costruire una “versione Asia-Pacifico della NATO”, avvertendo che avrebbe dato il via a una “corsa agli armamenti” nell’Indo-Pacifico.

Fonte:

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