Un locale storico pronto a rialzare le serrande
Nel cuore di Mendrisio, a pochi passi dalla Filanda e da Piazza del Ponte, uno dei punti di riferimento più amati della comunità locale si prepara a tornare in vita. Il Bar Colonne, per decenni frequentato da generazioni di mendrisiensi dall’alba fino a notte fonda, riaprirà “a breve, forse anche già tra un mese”. Dopo una lunga stagione di incertezze, chiusure ripetute e un cartello “cedesi attività” rimasto affisso per mesi, qualcuno ha finalmente deciso di raccogliere la sfida.
Una storia di alti e bassi: cosa è successo negli ultimi anni
Per capire il significato di questo nuovo capitolo, vale la pena ripercorrere brevemente la parabola del locale. Il Bar Colonne è stato per lunghissimo tempo un presidio sociale autentico, aperto anche nei giorni festivi, frequentato da giovani e anziani, da chi cercava un caffè mattutino e da chi invece preferiva trattenersi fino a tarda sera.
La svolta negativa è arrivata con l’abbandono dei gestori storici — Lola e Michele Codoni — figure che avevano saputo plasmare nel tempo l’identità del locale, rendendolo uno spazio genuinamente popolare. I tentativi successivi di rilancio non sono riusciti a mantenere quello stesso spirito. Prima è arrivata la gestione sotto il marchio Il Fermento, durante il periodo complicato della pandemia da Covid-19; poi è stato il turno di una nuova insegna, il 9cento, con un’impostazione diversa rispetto alla tradizione del posto. Entrambe le esperienze hanno tentato di espandere la formula originaria, proponendo offerte più elaborate, senza però riuscire a riconquistare pienamente il cuore della comunità locale.
Il risultato è stato un progressivo distacco, fino alla chiusura definitiva e alla messa in vendita dell’attività.
Chi sono i nuovi gestori
A raccogliere il testimone sono tre giovani trentenni, nati e cresciuti nel Mendrisiotto, già attivi nel mondo degli eventi sul territorio. Si sono uniti in società con un obiettivo dichiarato: non trasformare il locale, ma restituirgli ciò che era.
“Era il locale che frequentavamo da ragazzi”, raccontano, sottolineando il legame personale e affettivo che li lega al posto. Non si tratta di un progetto imprenditoriale freddo e calcolato, ma di qualcosa che nasce da una memoria condivisa e dal desiderio di rimettere al centro della vita cittadina un luogo che molti mendrisiensi continuano a ricordare con nostalgia.
Nessun concept: la filosofia della semplicità
La scelta più significativa dei nuovi proprietari è probabilmente quella che non hanno fatto. Niente wine bar, niente cucina gourmet, niente arredi di design o identità di marca costruita a tavolino. “Il concept che abbiamo in mente? Che non c’è”, dichiarano con una punta di ironia. Un approccio volutamente anti-tendenza, in controtendenza rispetto alla logica di molti locali contemporanei che puntano sull’immagine prima che sulla sostanza.
L’obiettivo, spiegano, è riportare il Colonne a essere ciò che era sotto la gestione storica: un luogo modellato nel tempo dalle persone che lo hanno frequentato, non da una strategia di marketing. Caffè la mattina, cappuccini, “bianchini” — i bicchieri di vino bianco tipici della tradizione ticinese — e una porta aperta per tutti.
L’annuncio social che ha già fatto parlare
La comunicazione della riapertura, affidata a un post sul profilo Instagram del locale, ha saputo catturare perfettamente lo spirito del progetto. Poche righe che evocano un’idea di convivialità senza pretese:
- Piadine e spuntini semplici
- Scacchi, partite e vinili in sottofondo
- Chiacchiere fino a tardi e storie da raccontare
- Il tradizionale gioco del trozz
- L’atmosfera di un posto dove “perdere la cognizione del tempo”
Un manifesto minimalista che ha già trovato riscontro tra chi quel locale lo ha vissuto davvero, e che ora spera di ritrovarci qualcosa di familiare.
I lavori sono già iniziati
I nuovi gestori hanno confermato che i lavori di sistemazione del locale sono partiti nel corso della settimana. Non si tratta di una ristrutturazione profonda, ma degli interventi necessari per rimettere in sesto gli spazi prima della riapertura al pubblico. L’apertura effettiva potrebbe avvenire già entro un mese, anche se i tempi definitivi dipenderanno dall’avanzamento dei lavori.
Un segnale per il commercio locale
La vicenda del Bar Colonne racconta qualcosa di più ampio rispetto alla semplice storia di un locale che riapre. È il segnale che, anche in un momento non facile per la ristorazione e il commercio al dettaglio, c’è ancora spazio per iniziative radicate nel territorio, costruite su valori di autenticità e prossimità. Tre giovani imprenditori che conoscono il posto perché ci sono cresciuti, che vogliono investire nella propria comunità e che scelgono di farlo senza inseguire mode passeggere.
Per Mendrisio, il ritorno del Bar Colonne potrebbe rappresentare molto più di una riapertura: la possibilità di recuperare uno spazio di socialità genuina, di quelli che nelle piccole e medie città svizzere faticano sempre di più a sopravvivere alla pressione delle logiche commerciali. L’attesa, per molti, è già cominciata.



